A distanza di poco più di un anno dalla condanna di primo grado pronunciata dal Tribunale di Roma il 21 febbraio 2025, la Corte d’Appello capitolina ha confermato lacondanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia, nell’ambito del processo che lo vede imputato perrivelazione di segreto d’ufficio, in relazione alla vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito.
A stretto giro il commento dello stesso Delmastro che ha assicurato andrà in Cassazione, come ribadito dal suo legale Andrea Milani che ha spiegato trattarsi di un caso “per cui sono disposto ad andare fino in fondo“. Intanto, in attesa delle motivazioni della sentenza, l’avvocato spiega come siano estremamente delusi e stupiti da quanto sentenziato, in quanto “alla luce delle parole della procura generale e della ricostruzione non c’era alcun dubbio:le presunte notizie rivelate non erano segrete“.
Leggi Anche
Nel corso della scorsa udienza, infatti, la procura generale aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato, con la formula “perché il fatto non costituisce reato“. In primo grado, Delmastro era stato condannato a otto mesi. All’ex sottosegretario di via Arenula erano state concesse le circostanze attenuanti generiche, ed era stata disposta la pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici per la durata di un anno. Anzi, il Tribunale capitolinoaveva anche respinto le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, quattro parlamentari del Partito democratico, e concesso all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario.
La vicenda ebbe inizio il 31 gennaio 2023, quando alla Camera, il deputato di FdI e vicepresidente del Copasir,Giovanni Donzelli, accusa il Pd di legami “ambigui” con ambiente anarchici e mafiosi. L’attacco punta il dito contro quattro parlamentari dem, ovveroDebora Serracchiani, Walter Verini, Silvio Lai e Andrea Orlando, che solo pochi giorni prima erano andanti a visitare nel carcere di Sassari, Cospito in sciopero della fame contro il 41 bis.
In sostanza, Donzelli accusa i deputati di sostenere chi vuole “indebolire il carcere duro” e allega al suo attacco contenuti di relazioni riservate della polizia penitenziaria. E scoppia la polemica. Il partito di Elly Schlein contesta a Donzelli laviolazione del segreto d’ufficio e chiede chiarimenti sulla fonte di informazioni. All’indomani, il fedelissimo di Giorgia Meloni ammette di aver avuto tali informazioni da Delmastro, suo collega di partito.
A metà febbraio 2023, il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene in Parlamento per placare le tensioni, sostenendo che i documenti non erano coperti da segreto. Ma il deputato in quota Avs,Angelo Bonelli, presenta direttamente un esposto alla Procura di Roma, che apre un fascicolo per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
E così, dopo mesi di indagini, il 22 maggio 2023, la procurachiede l’archiviazione, ritenendo che non vi fosse dolo nella condotta di Delmastro. Il gip invece respinge la richiesta e dispone il rinvio a giudizio. Il processo si apre nell’autunno del 2024 e arriva rapidamente a sentenza.
© Riproduzione riservata













