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Caso Almasri, Nordio “trasmetta subito a pg Roma richieste cooperazione Cpi”

Nel quadro del caso del generale libico è stata depositata la sentenza della Corte Costituzionale che sottolinea: “Il ministro della Giustizia deve immediatamente trasmettere al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale”

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È stata depositata oggi la sentenza numero 143 della Corte Costituzionale, nel quadro del caso Almasri, che specifica: “Il ministro della Giustizia deve immediatamente trasmettere al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale (Cpi). Nello specifico vengono esaminate “le questioni di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte d’appello di Roma, quarta sezione penale”. Il caso risale al 2025, quando il generale libico Obama Njeem Almasri è stato arrestato in Italia sulla base di un mandato di arresto della Cpi. Il nodo arriva quando il generale è stato scarcerato due giorni dopo e rimpatriato in Libia.

La Corte ha inoltre “dichiaratol’illegittimità costituzionale degli articoli 2 e 4 della legge 20 dicembre 2012, n. 237, nella parte in cui non prevedono che il Guardasigilli debba immediatamente trasmettere al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma le richieste di cooperazione della Cpi”. Il ministro della Giustizia deve trasmettere le richieste salvo “che comunichi alla stessa Corte d’appello la dichiarazione motivata di non dare corso a tali richieste per l’esigenza di tutela di principi costituzionali preminenti”.

In maniera preliminare la Corte ha osservato che la normativa attribuisce un ruolo esclusivo al ministro della Giustizia nella cooperazione con la Corte penale internazionale e che secondo la norma vigente “si è conformato il contegno di chi, a vario titolo, ha esaminato la domanda di cooperazione”. Inoltre, nella sentenza viene puntualizzato che il sistema attuale “non scongiura il rischio del protrarsi dell’inerzia del ministro nel trasmettere tali richieste”, e attribuisce al Guardasigilli “un ruolo privo di ogni parametro idoneo a indirizzarne e delimitarne l’esercizio anche sul piano temporale, secondo i canoni qualificati si di immediatezza”.

Caso Almasri, la Corte puntualizza che Nordio deve “fare ricorso con immediatezza delle eventuali ragioni di diniego”

E ancora nella sentenza si legge che per la Consulta il sistema delineato dalla legge “mina in radice l’adeguatezza delle procedure interne” nell’ambito “della repressione dei crimini più gravi, che non rollare né rallentamenti né ritardi” anche se “motivati da esigenze istruttorie o di carattere politico, né prese di posizione tacite, e, come tali, sottratte a ogni controllo, né a fortiori, indugi arbitrari”. Dunque, infine la Corte puntualizza anche l’obbligo del ministro di dare “immediata esecuzione alle richieste della Corte penale internazionalenon può che fare riscontro l’obbligo di esternarne, con eguale immediatezza, le eventuali ragioni di diniego

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