Il tavolo di scontro è lalegge elettorale, anzi l’annoso nodo dellepreferenze. Il ping pong giocato tra luoghi comuni, slang romano e indici puntati, è tra il chiacchieratissimo ex paràRoberto Vannaccie ilChurchill dei Parioli,Carlo Calenda.
A servire il colpo è il Generalissimo che con un video diffuso via social dà il buongiorno al leader di Azione. “Nella legge elettorale Fratelli d’Italia ha riformulato un emendamento di Azione che consente al partito di Calenda diessere esonerato dalla raccolte delle firme per la presentazione della lista elettorale“, esordisce il fondatore di Futuro Nazionale per poi affondare: “In pratica, grazie a questoregalo meloniano, il ‘pariolino radical chic’non dovrà raccogliere le firme per presentarsi alle prossime politiche“.
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Ecco, proprio quel “pariolino radical chic” avrebbe fatto andar di traverso il cappuccino senza lattosio a Calenda, che a stretto giro pubblica il suo video di replica.“Vannacci, mi verrebbe da risponderti:‘Meglio pariolino che traditore della Patria’,baciapiedi dei russi, tu e i tuoi che vanno da Putin a prendere i premi per aver diffuso la propaganda russa“, sentenzia il senatore romano che prosegue non risparmiandosi dal paragonare i curricula.
“Meglio pariolino che lavora da quando è 18enne di unoche è andato in pensione a 56 annicon 5.000 euro netti al mese su cui cumula l’indennità da europarlamentare mavorrebbe distruggere l’Europa“, tuona Calenda che chiude chiamando in causa anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, sul quale nelle ultime settimane si parlava tra i capannelli di una sua possibile orchestrazione delfenomenoVannacci.
“Ti segnalo un fatto– dice il leader di Azione al quale esce l’accento romano –l’esonero dalla raccolta delle firme l’ho avuto non soltanto io,ma anche il tuo amico Renzi,quello con cui ti vedi di nascosto, che ti dice cosa fare, quello che ti racconta come andare avanti“. E anche se potrebbe apparire come gelosia, il punto di Calenda è un altro. Considerando Vannacci come “un bluff tristissimo“, scava nel passato di qualche mese fa e ripropone alcune parole dell’ex generale quando vestiva il ruolo divicesegretario del Carroccio: “Come dicevi? ‘Non potrei mai andare via dalla Lega, sei un traditore!!!Si, sei un traditore e pure un po’ cazzaro“. Soddisfatto, chiude e lascia palla al centro.
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