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Calenda sfida Tajani sul Board of Peace: ‘Io devo fare proposte? Allora faccio il ministro per 6 mesi, poi vediamo’ | INTERVISTA

Uno sdegno condiviso anche da Riccardo Magi, segretario di +Europa, che è uscito dall'Aula dopo le repliche di Tajani pronto a mettere in atto un flashmob. "No Board of Peace - L'Italia è un'altra storia", è lo slogan presente sui cartelli con cui i deputati di +Europa sono usciti in piazza di Montecitorio per dimostrare la loro contrarietà alla decisione del governo

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Non ci sono alternative al piano Trump“, lo ha chiarito il ministro degli Esteri,Antonio Tajani, nel corso dell’informativa alla Camera dei Deputati sullapartecipazione dell’Italia come Paese osservatore alBoard of Peaceper Gaza. Una comunicazione necessaria per placare l’ira delle opposizioni che si sono compattate in una una risoluzione unitaria contro la decisione del governo.

Intervista Carlo Calenda, leader di Azione

Il Consiglioformato e presieduto da Donald Trumpè stato in grado di spaccare nuovamente la politica italianasul tema del Medio Oriente. Da un lato c’è il centrodestra convinto della necessità di prendere parte al Consiglio di pace per Gaza, al fine di proseguire il percorso intrapreso dal nostro Paese per la creazione di due Stati – Israele e Palestina – in grado di convivere civilmente; dall’altro le opposizioni che ritengono questa partecipazione una sorta di subordinazione al presidente degli Stati Uniti.

Nel corso del discorso di Tajani non sono mancati i momenti di tensione. Il ministro ha sostenuto chel’Italianon può rimanere ai margini del processo di pace“, per cui l’assenza del nostro Paese a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo “politicamente incomprensibile“, ma anche contrario all’articolo 11 della Costituzione italiana che “sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie“.

Una serie di dichiarazioni che non hanno convinto il centrosinistra, anche fuori dalla Camera. Mentre proseguivano le repliche del ministro degli Esteri all’interno dell’Aula, il leader di Azione,Carlo Calenda, confermava lo sconcerto e lo sdegno per l’asservimento del governo italiano all’amministrazione Trump. “Andarsi a prostrare davanti a un monarca che sarà presidente di questo Consiglio a vita, di fronte ad affaristi, immobiliaristi e autocrati, che prevedono sulle macerie e sui morti di Gaza di costruire una specie di riviera,è una cosa indecente per la dignità nazionale“, ha tuonato davanti ai cronisti in piazza Montecitorio.

Rispondendo poi ai microfoni deIl Difformesulla critica di Tajani, secondo cui dalle opposizioni non sarebbe giunta alcuna proposta concreta sulla ricostruzione e smilitarizzazione di Gaza, Calenda ha tuonato: “Cioèlui fa il ministro degli Esteri e io dovevo fare le proposte sul Board of Peace?Io faccio a Tajani una proposta: io rivesto per sei mesi il ruolo di ministro degli Esteri e poi mi fa di nuovo la domanda“.

Il leader di Azione ha poi aggiunto di essere “molto preoccupato” della svolta adottata dal premier in merito alla politica estera del nostro Paese e soprattutto del fatto che il vicepremier “che è un europeista, non sia riuscito a dire un no al Presidente del Consiglio su un terreno che è di sua competenza“.

Uno sdegno condiviso anche daRiccardo Magi, segretario di +Europa, che è uscito dall’Aula dopo le repliche di Tajani pronto a mettere in atto unflashmob. “No Board of Peace – L’Italia è un’altra storia“, è lo slogan presente sui cartelli con cui i deputati di +Europa sono usciti in piazza di Montecitorio per dimostrare la loro contrarietà alla decisione del governo. Poco prima,all’interno della Camera è stata approvata la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni di Tajanicon 183 voti favorevoli, 122 contrari e zero astenuti.

Intervista a Riccarco Magi, leader di +Europa

Oggi è un giorno triste e grave per la nostra democrazia, perché il governo Meloni ha deciso di avallare e partecipare a un Consiglio di pace che ètutt’altro che un organismo che nasce sulle basi del diritto internazionale e della democrazia“, ha tuonato il segretario, sottolineando come, dal suo punto di vista, l’Italia sia l’unica democrazia europea ad aver messo in campo un asservimento nei confronti degli Stati Uniti.

Tajani è venuto a dire che tutto sommato per l’Italia è meglio stare lì,scodinzolare un po’ intorno a Trump, vedere un po’che succede e poi decidere“, ha criticato ancora, chiarendo che questo tipo di atteggiamento è tipico di un Paese che non ha una direzione chiara dal punto di vista della politica estera e che non vuole rispettare la propria storia e la propria Costituzione. A preoccupare Magi, poi, è la composizione stessa di questo Board of Peace.

Vi siedono 5 monarchi, 3 ex leader sovietici, 2 leader di regimi militari e 1 leader, che è Netanyahu, che ha un mandato di cattura della Corte penale internazionale“, ha ricordato, aggiungendo poi che la stessa Unione europea avrebbe smentito le dichiarazioni di Tajani, sostenendo di non volare a Washington come Paese osservatore del Board. Di conseguenza, secondo il leader di +Europa, “oggi il nostro Paese sceglie di stare dalla parte sbagliata della storiae avallare un metodo che non porterà a nulla di buono“. Una critica che, però, non sembra preoccupare eccessivamente il governo. Il 19 febbraio, quindi, l’Italia volerà a Washington pronta a presenziare come osservatore delBoard of Gaza.

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