“Tanti auguri per il progettino del Centro di Matteo Renzi, qualunque cosa sia, e per la sua candidatura“. Carlo Calenda liquida così, in un’intervista al Corriere della Sera, la candidatura di Renzi, leader di Italia Viva e suo ex alleato.
“Renzi manifesta – afferma il leader di Azione – un’aspirazione diversa da quella del Terzo polo, che era in principio l’idea di costituire un’unione di forze riformiste, popolari e liberali“.
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“Evidentemente Renzi, si dal principio, aveva tutta un’altra idea – spiega Calenda – eppure l’unione con Italia viva era un esperimento da fare. Ammetto che speravo di rivedere il Renzi del primo periodo del suo governo“.

“Gli italiani capiscono sempre di più che non devono farsi prendere in giro da chi propone soluzioni semplici a problemi complessi – afferma Calenda rispondendo alla domanda se il partito rischia di essere irrilevante con il Terzo Polo che perde pezzi – poi non riesce a realizzare nulla di quanto promesso“.
“Il superbonus è la più grande spesa in deficit e ingiusta mai fatta, mentre è urgente intervenire sulla sanità – sostiene – e servono 2 miliardi. Mentre altri 8 miliardi servono per il personale medico e infermieristico“.
“A Cernobbio c’è un mondo che conosco bene – aggiunge Calenda – mi sento a mio agio tra gli imprenditori del Forum Ambrosetti”.
“Se il Forum rappresentasse il pubblico elettorale sarei già molto avanti – afferma l’ex ministro – il tema però, non è soltanto ottenere una buona accoglienza dagli imprenditori, ma indurre gli italiani a votare con la testa e non con la pancia – conclude Carlo Calenda – soprattutto non per rabbia. Ed è decisamente più complesso.
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