“Basta morti e clandestinità“. E’ questo lo slogan che anima le strade di Amendolara, mentre si riempiono di partecipanti alla manifestazione della Cgil contro il caporalato, dopo l’omicidio dei quattro braccianti avvenuto lo scorso lunedì. In testa al corteo,Elly Schleinche raggiunge il segretario generale del sindacatoMaurizio Landinie quello della Flai ChilGiovanni Mininni, tra le bandiere di varie sigle sindacali, ma anche del Movimento 5 Stelle, di Libera, Rifondazione comunista, dell’Anpi e Legambiente.
Slogan per la sicurezza e la legalità che trovano definizione anche nelle parole della segretaria del Pd, secondo la quale “bisognerebbe rafforzare la legge sul caporalato non soltanto mettendo più risorse e assicurando che sia attuata fino in fondo ma anche prevedendo il sequestro preventivo delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato“, chiosa al fianco di Landini che condanna la tragedia consumatasi al distributore di carburante lungo la Statale 106. Un dramma che per il segretario generale“rappresenta un sistema sbagliato di fare impresa, fondato sullo sfruttamento e sul caporalato“, stigmatizzando che è arrivato il momento “che tutti, uscendo dall’ipocrisia, dicano basta a questo sistema“.
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Un sistema lavorativo che “mette in discussione la dignità, l’umanità, la vita stessa delle persone“, scandisce Landini sollevando la necessità di “una reazione da parte di tutti i soggetti politici e istituzionali, imprenditoriali, perché ci sono tutti gli strumenti legislativi, e non solo, per poter invertire questa tendenza ebloccare questo sfruttamento che sta portando alla morte delle persone“.
Tragedie dopo tragedie che dalle indagini delineano i margini di quelli che sarebbero a tutti gli effetti regolamenti di conti. “Questi braccianti uccisi brutalmente, con violenza inaudita, non è accettabile”, è netta Schlein che non si sofferma al solo caporalato ma pone l’accento anche sul “padronato“: “Parlarne vuol dire guardare anche alle responsabilità delle connivenze delle aziende che impiegano lavoratori sfruttati e vittime di caporalato“.
Due dossier spinosi, un binomio che sono, per la segretaria dem, “una piaga strutturale, non sono fenomeni episodici, questo ce lo siamo detti davanti ad ogni tragedia, anche quella della morte di Satnam Singh“. Occorre allora, per Schlein, riprendere in mano “le norme sbalgiate che favoriscono l’illegalitàe quindi la ricattabilità, come la legge Bossi-fini che va superata con canali regolari e regolati per l’ingresso“, sostiene la leader Pd.
Dal Campo largo arrivano anche le denunce dei pentastellati, presenti al corteo ad Amendolara conDario Carotenuto, capogruppo M5s in commissione Lavoro alla Camera, Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino: “Il M5S ha voluto essere qui ad Amendolara per rendere omaggio alle vittime di una strage orrenda che è solo la punta dell’iceberg di un sistema di sfruttamento disumano, intollerabile in un Paese civile nel 2026. Il Governo Meloni non ha fatto nulla per combattere concretamente il caporalato, anzi“.
E nel mirino dei deputati 5s anche le parole del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Elvira Calderone, che all’indomani della tragedia ha parlato di una intensificazione dei controlli. Per il partito di Giuseppe Conte, però, si tratta di un annuncio che suonerebbe ipocrita, in quanto “servirebbero ben altre azioni, a cominciare dall’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e dalla revisione della legge Bossi-Fini“.
Tra le strade di Amendolara, presente anche il leader di Avs,Nicola Fratoianni, che parla di “aver provato la sensazione che viviamo in un Paese in cui l’ipocrisia la fa da padrona, viviamo in un Paese dovechi lavora è sempre più considerato una pietra di scarto, un oggetto da umiliare“.
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