La morte diAbderrahim Fakira Bologna ha acceso il dibattito pubblico. Il presidente del Consiglio,Giorgia Meloniè intervenuta sulla vicenda con parole inequivocabili: “Sul decesso di Abderrahim Fakir èdoveroso che vengano accertate eventuali responsabilitàcon il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo,senza pregiudizi e senza sconti per nessuno“.
Poi, se da un lato il Dipartimento di pubblica sicurezza e il Viminale escludono la possibilità che questo diventi ilnuovo caso Cucchie riportano l’attenzione sulle polemiche del casoRoggero, dall’altra il ministro dell’Interno,Matteo Piantedosi,esplicita la posizione politica.
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Al Tg1 chiarisce che gli agenti coinvolti sono stati iscritti nelregistro apposito, previsto dalla nuova normativa, in cui vengono inseriti tutti coloro che“sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione” e chiarisce “non è uno scudo penale“. Poi, dopo aver espresso dispiacere per la grande tragedia, invita ad attendere il lavoro della magistratura e ricorda che,l’episodio è ben documentato da bodycam e riprese.
Gli elementi a disposizione degli investigatori
L’avvocatoche assiste i due poliziotti coinvolti riferisce: “Mi hanno raccontato quello che è stato il modo di operare in questa situazione e mi hanno rappresentato, attraverso i loro occhi,il dolore per la tragediaalla quale hanno presenziato: lamorte di un uomo.Ovviamente sono due ragazzi molto giovani e sensibili e la morte di una persona è qualcosa che ti lascia ovviamente sconvolto. E tali sono“.
Ad ogni modo, per ricostruire l’accaduto, gli investigatori potranno utilizzare tutti gli elementi a disposizione: dalleregistrazioni delle bodycamindossate dagli operatori, agliaudiodelle comunicazioni radio fino aifilmati di videosorveglianza. Ogni dettaglio è stato trasmesso subito alla Procura di Bologna come segno della “linea di trasparenza” che si vuole perseguire per evitare un secondo caso Cucchi.
La convinzione del Capo della Polizia è che “le immagini parleranno“. La Procura ha affidato le indagini alla Squadra Mobile e il nome del procuratore di Bologna,Paolo Guido, suona per tutti come una garanzia.
Cosa prevede la norma
Intanto, mentre la dinamica deve essere chiarita tramite le consulenze e le immagini. Gli agenti coinvolti sono stati immediatamenteesonerati dai servizi su strada, una misura definita“aloro tutela”oltre che nell’interesse dell’indagine.
Secondo la circolare interna che disciplina gli interventi nei confronti di soggetti in stato di alterazione psicofisica o che oppongono resistenza, il primo approccio da adottare è la “comunicazione empatica“, il coinvolgimento dei sanitari, il mantenimento delle distanza e l’uso della forza pernecessità, gradualità e proporzionalità. Gli strumenti di coercizione devono essere adoperati solo quando ogni altra soluzione risulta insufficiente.
Altro elemento importante contenuto nel documento:occorre evitare di prolungare la posizione prona e la compressione del torace.L’obbligo, una volta messa in sicurezza la persona, è quello di posizionarla lateralmente in attesa dei sanitari. Se non in casi particolari, la norma vieta la posizione pancia a terra e l’utilizzo dellefascette.
La violenta manifestazione a Bologna, Meloni: “Inaccettabile”
Nel frattempo la vicenda continua ad alimentare anche le proteste. Ieri, a Bologna, è stata alta la tensione durante lamanifestazione per la morte del 43enne.Il corteo è stato segnato da scene diguerriglia urbana, lanci di bottiglie e uso di idranti.Diversi i danni in città tra vetrine infrante, transenne divelte e almeno due auto incendiate.
Su una delle vetture vandalizzate è comparsa la scritta “Guardie assassine“, mentre sui muri sono apparse frasi come “Omicidio di Stato 20/7/26″. Il bilancio dei feriti ammonta a 64 tra gli operatori delle forze dell’ordine, con prognosi dai 3 ai 35 giorni.
La Questura di Bologna fa sapere che “Lacopiosa quantità di materiale video-fotograficoè al vaglio delle sezioni investigative, al fine di individuare i soggetti responsabili dei fatti di reato commessi, parte dei quali sono gia’ stati identificati“. Infatti, stando a quanto si apprende, ci sono stati deifermi dei manifestanti.
Sugli avvenimenti non è mancato il commento di Meloni: “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile.Nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine“. Per il premier chi ha usato la vicenda di Fakir per “mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, non cercava la verità ma lo scontro. Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato è un atto digrave irresponsabilità“.
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