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Biennale, Salvini su Giuli: ‘Non volere artisti russi significa essere sciocchi’

La Biennale di Venezia 2026 è al centro delle polemiche. Salvini apre un nuovo fronte di tensione nella maggioranza perché si schiera contro il ministro Giuli e difende la presenza degli artisti russi: "Arte e cultura devono unire". Il ministero della Cultura chiede documenti alla Fondazione Biennale

3 Min di lettura

Continua la polemica sulla possibile partecipazione dellaRussiaallaBiennale di Venezia 2026. Il dibattito si è riacceso dopo le dichiarazioni del vicepremier e leader della LegaMatteo Salvini,intervenuto durante un incontro per la promozione del Sì al referendum.

Commentando la decisione del presidente degli Stati UnitiDonald Trumpdirevocare alcune sanzioni sul petrolio russo, Salvini ha fatto riferimento anche alla presenza russa alla Biennale, dichiarandosifavorevole. Secondo il leader della Lega,arte e cultura non dovrebbero diventare terreno di scontro politico. Sport, musica, teatro e cinema, ha spiegato, possono essere strumenti capaci di avvicinare i popoli e favorire il dialogo.

“Arte e sport non devono dividere”

Per Salvini, escludere artisti russi da eventi culturali o atleti da competizioni internazionali non rappresenta una vera difesa dell’Ucraina. Queste scelte, a detta sua, sono segnali di chiusura che rischiano di trasformare la cultura in unostrumento di conflittoanziché in uno spazio di confronto. Una posizione che però lo distingue dal resto della maggioranza di governo.

Infatti, sul caso intervengono anche le opposizioni e la loro posizione sembra affine a quella del vicepremier. IlMovimento 5 Stelleha chiesto al ministro della CulturaAlessandro Giulidi riferire in Parlamento sulconfronto avuto con la ministra della Cultura ucraina e di rendere pubblica la documentazione relativa alla vicenda.

Per i pentastellati, tuttavia, la linea del presidente della BiennalePietrangelo Buttafuocodi non escludere la partecipazione russa potrebbe trasformare la manifestazione in unospazio di dialogo culturale, lontano dalle tensioni geopolitiche.

Diversa la posizione delPartito Democratico, che interpreta la vicenda come unalotta interna alla maggioranza per ridefinire equilibri e ruoli nel sistema culturale italiano.

Il ministero chiede chiarimenti

Nel frattempo ilministero della Culturaha chiesto alla Fondazione Biennale tutta la documentazione relativa alla partecipazione russa. In particolare si vogliono chiarire lemodalità di gestione e allestimento del padiglioneper verificare lacompatibilità con il regime di sanzioniattualmente in vigore contro Mosca.

Sono stati richiesti anche i verbali del consiglio di amministrazione che avrebbe dato il via libera alla partecipazione della Russia. Se i documenti non dovessero arrivare entro i tempi previsti,il ministero potrebbe inviare ispettori a Venezia per acquisire direttamente gli atti.

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