Pier Silvio Berlusconi, nel corso della presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset, si è lasciato andare ad alcune considerazioni politiche. Figlio del Cavaliere, l’amministratore delegato di Mediaset non si è mai interessato al mondo del padre, almeno non direttamente, eppure le considerazioni sull’attualità del Paese non sono mai mancate. Incalzato nuovamente sulla possibilità di una “discesa in campo“, Berlusconi non ha chiuso ogni possibilità.
“Guardando al futuro, non lo escludo: una sfida completamente nuova, perché no?“, ha sostenuto, chiarendo che di essere felice dei suoi compiti attuali. Inoltre, l’Ad ha sostenuto di non avere al momento “una voglia concreta“. Sulla possibilità che tale interesse politico possa concretizzarsi ha sostenuto che non si tratterebbe di una sfida locale, magari a Milano, ma Nazionale.
Non è mancato ovviamente il riferimento a suo padre, che “manca tantissimo alla politica italiana“. In una situazione come quella attuale, in cui le guerre sono presenti in quasi ogni parte del globo, Silvio Berlusconi non si sarebbe risparmiato. “Oggi non avrebbe accettato questa situazione, si sarebbe scatenato, non si sarebbe mai fermato per tentare di fermare queste due follie di guerre, in Ucraina e tra Israele e Palestina“, ha spiegato l’amministratore delegato.
Nonostante ciò, Pier Silvio Berlusconi ha voluto riconoscere i meriti al governo attuale, sostenendo che l’esecutivo Meloni sia “uno dei migliori d’Europa per non dire oltre“. Secondo l’Ad, non si tratterebbe di questioni “di destra o di sinistra” ma di concretezza e consapevolezza. Meloni sta facendo “un lavoro unico“, in quanto “donna, giovane, venuta da nulla, ha messo su il miglior governo d’Europa“. Berlusconi ammette che “Meloni sta facendo il massimo per gli interessi del Paese“, anche nei confronti di Donald Trump.
Berlusconi: “Lo Ius Scholae non è una priorità”
L’amministratore delegato di Mediaset ha affrontato anche la questione dello Ius Scholae, ovvero la riforma della cittadinanza presentata da Forza Italia, il partito fondato da suo padre. “Sono più contro che a favore. Sono favorevole al principio, ma non lo ritengo una priorità“, ha spiegato sottolineando comunque che non si tratta di una “priorità” politica per il Paese.
“Mi dispiace per Tajani, perché so di dargli un colpetto“, ha sostenuto, chiarendo che la proposta può essere migliorata anche se non mal formulata. In ogni caso, i diritti delle persone vanno difesi sempre, come proclamava Silvio Berlusconi. Nonostante ciò, il figlio del Cavaliere sostiene che non vi sia alcun legame tra la proposta di Tajani e le ideologie di sua sorella, Maria Berlusconi.
Subito dopo queste dichiarazioni, è intervenuto anche Antonio Tajani, sottolineando che è presente un forte allineamento tra il partito e la famiglia Berlusconi. “Anche io ho sempre detto che non è una priorità“, ha spiegato il ministro, chiarendo di aver presentato una proposta che riguarda le proprie intenzioni, ma senza avere intenzione di portarla a termine il primo possibile. “Siamo in perfetta sintonia“, ha aggiunto, ribadendo di essere convinto della sua idea e di volerla portare a termine.
Berlusconi: “Su Tax Credit va rifatta la legge”
E sul Tax Credit. Pier Silvio Berlusconi è stato molto critico nei confronti della misura del ministero della Cultura, sottolineando che “Mediaset non ci arriva niente, zero, piccolissimi finanziamenti irrilevanti“. Per le fiction, invece, la società non riesce neanche ad accedere. Anche per questo, la legge deve essere modificata totalmente.
“Bisogna evitare che i fondi vadano, come accade oggi, alle multinazionali che comprano i produttori indipendenti italiani, mentre Rai e Mediaset restano fuori“, ha spiegato l’amministratore delegato, particolarmente critico.
© Riproduzione riservata


