La Corte costituzionale ha dichiaratoammissibileilconflitto tra poteri dello Statosollevato dalla Camera dei deputaticontro il Collegio per i reati ministeriali e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, relativo all’omessa richiesta di autorizzazione a procedere di Montecitorio nei confronti diGiusi Bartolozziper lavicenda Almasri. L’ex capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, dimessasi all’indomani della vittoria del “No” al referendum sulla riforma Nordio, è accusata dai giudici difalse informazioni al pubblico ministero.
Secondo quanto appreso, l’udienza pubblica della Consulta dovrebbe essere calendarizzata dopo l’estate, comunque non prima diottobre-novembre. Il caso ormai celebre è quello del generale libico accusato di tortura e stupri,arrestato in Italia su mandato della Corte penale internazionale e poi rimpatriato in Libia su un volo di Stato.
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Bartolozzi, per la maggioranza il reato contestato all’ex dirigente è connesso a quelli contestati a Mantovano, Nordio e Piantedosi
La tesi sostenuta alla Camera dallamaggioranza di centrodestra, che il 15 aprile ha dato luce verde con 79 voti di scarto al conflitto di attribuzione, è che la posizione di Bartolozzinon possa essere separatada quella dei membri del governo già finiti nel fascicolo dei pm, ovvero il sottosegretarioAlfredo Mantovano, il ministro della Giustizia,Carlo Nordioe il ministro dell’Interno MatteoPiantedosi.
Secondo questa interpretazione, infatti, il reato contestato all’ex dirigente di via Arenula sarebbe“teleologicamente connesso”ai reati ministeriali già esaminati dal Parlamento, dunque anche a lei andrebbe applicato l’articolo 96 della Costituzione, il quale stabilisce che il premier e i ministri “sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria,previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati“.
Insomma, secondo il centrodestra, procedere contro Bartolozzi senza autorizzazione della Camera significherebbe violare le prerogative parlamentari già esercitate sul caso il 9 ottobre scorso, quando Montecitorio avevanegato l’autorizzazione a procedere nei confronti dei predetti Nordio, Piantedosi e Mantovano. La procura di Roma, invece, finora ha valutato che l’ex capo di gabinetto non debba godere delle garanzie previste per i membri del governo.
Bartolozzi, una prima vittoria del centrodestra
È opportuno sottolineare che, con la decisione odierna, la Consulta non ha ancora stabilito se la Camera abbia ragione, né se la procura avrebbe dovuto passare da Montecitorio prima di procedere nei confronti di Bartolozzi. Ha però riconosciuto che il conflitto è ammissibile e che dunque può essere discusso. Si tratta, in ogni caso, diuna prima vittoria per la maggioranza, ed ora saranno i giudici costituzionale ad indicare chi avesse la competenza a decidere sull’ex dirigente.
Se la Corte dovesse accogliere il ricorso della Camera, certamente sarebbe rafforzata la linea del Parlamento e si andrebbe quasi sicuramente verso la negazione dell’autorizzazione a procedere. Se invece il conflitto venisse respinto, il fascicolo potrebbe tornare sulbinario ordinario, riaprendo un fronte politicamente caldo per il governo.
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