Dopo 34 anni, il decreto è stato pubblicato. E così, da domenica 12 lugliol’Italia degli autovelox avrà due velocità. Alle 00.01 senza cambi un solo limite, 2856 apparecchi potranno continuare a fare multe e 1204 andranno spenti, non perché siano divenuti incapaci di misurare a che velocità un’auto percorre il tratto di strada interessato, bensìperché non avranno più il titolo giuridico per trasformare una violazione in sanzione.
Come recita lo stesso provvedimento, il testo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale definisce la “disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità“. Arrivano dunque regole certe ed omogenee su tutto il territorio nazionale, idonee a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti.
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Matteo Salvini ha immediatamente commentato questo cambiamento: “Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi.Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti”.
Festeggiano anche icomponenti della Legache si complimentano con Matteo Salvini:“Salvini mantiene le promesse: si mette fine a un lungo periodo di confusione degli oltre 10mila autovelox selvaggi, sparsi sulle strade con l’unico obiettivo di fare cassa. La sicurezza stradale si fa con controlli trasparenti e regole uguali per tutti, non con trappole: il governo e la Lega scelgono la chiarezza”.
Il decreto firmato da Matteo Salvini
Il decreto, la cui firma da parte del ministro Matteo Salvini era stata annunciata un mese fa,dovrebbe porre fine al lungo periodo di confusionee di polemiche su apparecchi diversi utilizzati su strade diverse.
Il censimento del ministero dei Trasporti, aggiornato al 10 luglio, conta 4060 dispositivi, di conseguenza, sette su dieci sono salvi. Insomma, da domani ogni nuovo prototipo dovrà essere omologato e ogni esemplare dovrà essere tarato prima dell’impiego e almeno una volta l’anno.Se il certificato scade o il controllo fallisce, va fermato. Dati e fotografie saranno crittografati e firmati digitalmente, nelle riprese frontali i volti saranno oscurati.
Ma le ombre sul decreto, in verità, iniziano a prendere consistenza con quei 1204 esclusi:non misurano male i dati ma non figurano tra i modelli salvatie finché non otterranno l’omologazione non potranno accertare infrazioni. I titolari delle approvazioni potranno presentare test e documentazione, talvolta il Mit dovrà pronunciarsi entro 60 giorni. Intanto resteranno muti.
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