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Antimafia a Milano: riflettori su pentiti e infiltrazioni in FdI

Audizioni serrate, pentiti e verbali oscurati: la Commissione Antimafia a Milano entra nella fase più delicata dell’inchiesta sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in politica e, in particolare, in FdI

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Il lavoro della Commissione Antimafia sulleinfiltrazioni dei clan nella politicaentra nel vivo aMilano. Il focus è sui contatti emersi negli ultimi mesi tra esponenti diFratelli d’Italiae uomini legati alla criminalità organizzata. La data di oggi per l’inizio della missione è stata fissata dopo l’input del 9 aprile dato alla Camera dalla premierGiorgia Meloni: “Indagate su tutti i partiti, compreso FdI”.

La presidente della Commissione Antimafia,Chiara Colosimo, ha annunciato l’incontro a Milano tra la delegazione parlamentare, il prefetto e i vertici di Carabinieri, Guardia di Finanza e Dia.

Per l’audizione del procuratoreMarcello Violae dei pm impegnati nelle indagini sul cosiddetto“consorzio delle mafie” e sullecollusioni con la politica, sono previste appena due ore. Un tempo limitato che rischia di comprimere il confronto, soprattutto sulle questioni più delicate.

Il nodo dei pentiti e delle rivelazioni

Dopo le relazioni degli inquirenti, i parlamentari potrebbero non avere spazio sufficiente per porredomande politicamente sensibili, in particolare sulla collaborazione diGioacchino AmicoeBernardo Pace, gli ultimi due pentiti legati all’indagineHydra.

Secondo quanto emerso dalle carte e dalle loro dichiarazioni, il rapporto tra mafia e politica, finora riferito al centrodestra, sarebbe strutturato e consolidato.

La posizione di Pace resta tra le più controverse: dopo due interrogatori è stato trovato morto,suicida, nel carcere di Torino, 48 ore prima dell’udienza del 19 marzo. La procura torinese ha definito ilcaso sospettoe ha apertoaccertamenti sulle modalità di gestione della sicurezza.

Prima di morire, Pace aveva iniziato a rivelare elementi delicati: daimovimenti di Matteo Messina Denarofino all’esistenza di unlivello superiore e occulto che dirigerebbe il “consorzio di mafie”.Aveva inoltre iniziato a parlare dipolitica nazionale.

I contatti e le omissis

AncheGioacchino Amico, indicato come referente del clanSenese, avrebbe avuto rapporti con esponenti di Fratelli d’Italia. Nel 2020 avrebbe incontrato a Roma due parlamentari del partito,Paola Frassinetti e Carmela Bucalo, mentre l’anno precedente, durante un evento a Milano, avrebbe scattato unselfie con la futura presidente del Consiglio.

Il suo unico verbale depositato risulta però oscurato per circa il 90%. Proprio le parti coperte daomississaranno al centro delle domande della Commissione, anche se i pm potrebberorinviare le risposteper non compromettere le indagini in corso.

Un’alternativa è la trasmissione dei verbali completi ma secretati: in quel caso, la responsabilità di eventualidivulgazioni ricadrebbe sulla stessa Commissione Antimafia.

Le prossime mosse dell’Antimafia

Il lavoro proseguirà già dalla prossima settimana con l’audizione del procuratore di Roma Franco Lo Voi, impegnato nell’indagine sul clan Senese e nel filone successivo legato al caso Delmastro.

Sembra quasi che l’inchiesta sia solo all’inizio di una fase più delicata: tra equilibri politici, segreti investigativi e rivelazioni ancora parziali, il confine tra accertamento giudiziario e scontro politico si fa estremamente sottile.

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