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Aldo Moro, 48esimo anniversario dalla sua morte, La Russa: ‘Pagina buia e dolorosa della nostra democrazia’

Il 9 maggio 1978 il corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, è stato trovato all’interno della Renault 4 rossa in via Caetani, a metà tra la sede storica della DC e del PCI. Oggi sono passati esattamente 48 anni da quel giorno

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L’alba dei funerali di uno Stato”, cosìi Modena City Ramblersdescrivono il9 maggio del 1978, giorno in cuiil corpo del leader della DC Aldo Moro è stato trovato all’interno di una Renault 4 rossa. Da quel giorno la storia dell’Italia è cambiata drasticamente. Oggi, esattamente 48 anni dopo, viene ricordata la giornata di via Caetani celebrando anche il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, istituito nel 2007 con una legge dello Stato.

Per tale occasione, il Presidente della RepubblicaSergio Mattarellaha deposto una corona in via Caetani per omaggiare la memoria di Moro. Con il Capo dello Stato erano prestiti anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Inoltre, nella cerimonia figuravano anche il ministro dell’interno Matteo Piantedosi e il primo cittadino di Roma Roberto Gualtieri. Verso le 10:30 anche una delegazione del Pd ha presenziato a via Caetani per la commemorazione.

Aldo Moro, 48esimo anniversario dalla sua morte: le parole dei politici

Sono arrivate le prime dichiarazioni di alcuni leader importanti. Tra questi, figuraMatteo Renzi, che oltre ad essersi recato a via Caetani, si è anche esposto sui social. “Il 9 maggio ricordiamo Aldo Moro non solo come grande politico, statista, leader di governo e di partito, ma anche come uomo”. Così inizia la nota di Renzi in memoria di Moro, specificando che è stato “bello, con un gruppo di giovani di Italia Viva, omaggiare la sua memoria con le parole dell’ultima lettera che scrisse alla moglie”. Le parole umane utilizzate da Moro sono state: “Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”.

A rimarcare l’importanza di questo giorno è stato ancheIgnazio La Russache ha dichiarato, anche lui tramite i social, che la morte del leader della DC ha segnato “una delle pagine più buie e dolorose della nostra democrazia”. Sottolineando che: “Custodire la sua memoria significa riaffermare il valore della libertà, del confronto e il fermo rifiuto di ogni forma di terrorismo e violenza politica”.

AncheFrancesco Rocca, presidente della Regione Lazio, si è esposto tramite una nota. Quest’ultimoha ricordato anche Peppino Impastato, il giornalista ucciso il 9 maggio 1978 dalla mafia, descrivendo i due come “uomini con storie e percorsi diversi, accomunati stessi valori di democrazia, legalità e libertà”. Portando in alto anche il fatto che oggi si celebra il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo, il presidente ha ha espresso la sua “vicinanza a quanti hanno perso i propri cari”.

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