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Almasri, archiviazione per Meloni: chiesta autorizzazione per Nordio, Piantedosi e Mantovano

A darne notizia è stata la stessa Presidente del Consiglio sui suoi canali social ufficiali. Il Tribunale dei ministri avrebbe riconosciuto che Meloni non fosse stata informata sui fatti dai suoi ministri. "Si tratta di una tesi assurda", ha sostenuto

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Il Tribunale dei Ministri ha preso la sua decisione sul caso Almasri. Lo scorso 28 gennaio, il Presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia, il ministro dell’Interno e il sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega all’intelligence hanno ricevuto un “avviso di garanzia“, per favoreggiamento e peculato in relazione proprio al rimpatrio del capo della polizia libica, Njeem Osama Almasri.

A sei mesi di stanza, il premier torna sui suoi social per chiarire qual è stata la conclusione delle indagini. La sua posizione è stata archiviata, ovvero è stato riconosciuto che non vi sono elementi per procedere, ma da quanto sembra, non quelle di Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano. “Dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti“, ha infatti scritto il primo ministro, spiegando poi le motivazioni che avrebbero spinto la corte a procedere con questa decisione.

Almasri, Meloni: “Assurdo che io non sia stata rinviata a giudizio prima di loro”

Secondo quanto dichiarato da Meloni, la sua posizione è stata archiviata in quanto “non sarebbe stata preventivamente informata” su quanto accaduto e quindi non avrebbe “condiviso la decisione assunta“. Secondo il premier, però, si tratterebbe di “una tesi assurda“, in quanto sottintenderebbe che i suoi ministri e il sottosegretario avrebbero agito “senza aver condiviso con le decisioni assunte“.

Un possibilità da escludere secondo la leader di FdI, che ha rivendicato come questo governo agisca in maniera coerente e discutendo ogni decisione con il Presidente del Consiglio. “È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro“, ha continuato Meloni, per poi ribadire ancora una volta la correttezza dell’operato dell’esecutivo, “che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani“.

Questa stessa posizione, già assunta al momento dell’arrivo degli avvisi di garanzia, sarà mantenuta dal Presidente del Consiglio anche in Parlamento, nel momento in cui si dovrà votare con l’autorizzazione a procedere sui ministri e il sottosegretario. Nel caso di reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, infatti, i membri del governo possono essere sottoposti ad azione penale solo a seguito dell’autorizzazione del Parlamento.

La reazione delle opposizioni

“Ciò che è assurdo presidente Meloni è che avete liberato uno stupratore, anche di minori, un assassino, un trafficante di esseri umani“, ha tuonato Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, commentando le parole del Presidente del Consiglio sulla questione Almasri.

Secondo il portavoce di Europa Verde, il governo dovrebbe vergognarsi di quanto fatto e ora “se il governo Meloni non si sente al di sopra della legge consenta con la sua maggioranza che si svolga il processo ed evitate di nascondervi dietro l’immunità“. Durissimo anche Riccardo Magi, leader di +Europa, dal discorso del premier si evincerebbe che il premier “rivendica la liberazione di un torturatore e stupratore, ricercato dalla Corte Penale internazionale“.

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