Gianni Alemannotorna in libertà dopo l’esperienza nel carcere diRebibbiae apre il dibattito sulle condizioni del sistema penitenziario italiano. All’uscita dall’istituto romano, l’ex sindaco di Roma ha raccontato la suaesperienza detentiva, denunciando una realtà che definisce “una vergogna per la Repubblica“.
“Ci sono persone che sono cambiate in carcere, io certamentemi sento cambiato dopo un anno“, ha detto Alemanno ai giornalisti. Secondo l’ex primo cittadino, però, il carcere può anche portare alcune persone al crollo: “Ho visto persone che potevano avere accesso allesostanze, a ogni tipo di sostanza dentro il carcere senza difficoltà“.
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Alemanno ha poi criticato lagestione del sovraffollamentoe la mancanza di strumenti per favorire ilreinserimentodei detenuti: “La Repubblica italiana perde la faccia per come tratta la gente, soprattutto perché non dà a chi se lo merita unapossibilità di uscire a testa alta e rifarsi una vita“.
Il confronto con Nordio
Alle parole dell’ex sindaco ha risposto il ministro della GiustiziaCarlo Nordio, ricordando di conoscere da tempo la situazione delle carceri italiane. “Da quando sono ministro ho visitato gran parte delle carceri italiane e conoscevo la loro condizione, avendole frequentate da 40 anni come pubblico ministero“, ha spiegato Nordio.
Il Guardasigilli ha sottolineato come il problema sia il risultato di unasituazione accumulata negli anni:“Quando sono entrato in magistratura, negli anni ’70, vi erano proteste almeno una volta l’anno per le condizioni disovraffollamento e di igiene.Una situazione sedimentata nei decenni è difficile poterla risolvere in termini concreti”. Nordio ha aggiunto di esseredisponibile ad ascoltareAlemanno, così come ha già fatto con rappresentanti della Polizia penitenziaria e delle famiglie delle vittime.
La proposta politica e il tema Vannacci
Alemanno ha parlato anche delfuturo politico e delle possibili convergenze nel centrodestra,citando il tema del generaleRoberto Vannacci. “Non siamo contro le persone, siamo per i principi“, ha detto, spiegando di essere disponibile al confronto se alcuni valori sovranisti venissero accolti da uno schieramento più ampio.
Sul possibile coinvolgimento di Vannacci ha aggiunto: “Non mi pare cheGiorgia Meloniabbia chiamato Vannacci o abbia parlato con lui per concordare alcunché. Decida lei cosa vuole fare“. Ha invece criticato le parole del ministroGuido Crosetto,che aveva definito Vannacci un “regalo alla sinistra“: “Dovrebbe farsi un esame di coscienza sul modulo con cui ha generato ilfenomeno Vannacci“.
Immigrazione e sicurezza nelle carceri
Alemanno ha poi affrontato il tema dellapresenza degli stranieri negli istituti penitenziari, sostenendo che in alcune strutture si sarebbero create tensioni e gruppi organizzati. “La situazione è nei numeriintollerabile“, ha dichiarato, proponendo unmodello di immigrazione legato al lavoro e al rientro nei Paesi di origine.
Secondo l’ex sindaco, il governo finora non avrebbe affrontato adeguatamente il problema delsovraffollamento: “Non è stato costruito un solo posto in cella e questo è uno dei motivi per cui ho rotto con questo centrodestra“.
Nordio, sul tema delle garanzie, ha ribadito la propria linea: “Garantismo significa enfatizzare la presunzione di innocenza, ridurre la carcerazione preventiva e assicurare la certezza della pena dopo un giusto processo“.
L’accoglienza ad Alemanno fuori da Rebibbia
Dopo aver lasciato il carcere, Alemanno ha raggiunto unristorantevicino a Rebibbia dove ad attenderlo c’erano circa200 militanti.Tra applausi e abbracci, l’ex sindaco ha mostrato gli effetti personali riconsegnati all’uscita, indossando nuovamente unacatenina che aveva lasciato prima della detenzione, simbolo del ritorno alla libertà.
A fine giornata è arrivata anche unatelefonata con lo storico alleato Francesco Storace,che non era riuscito a essere presente ma ha voluto comunque salutare Alemanno dopo la scarcerazione.
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