Si è spenta a 78 anni Emma Bonino, la ‘signora dei radicali’ è stata un simbolo della lotta per i diritti sociali. Da qualche giorno era ricoverata per problemi respiratori, ma proprio ieri era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata.
“Voglio solamente dire che ho un tumore al polmone e ho iniziato una chemioterapia che durerà sei mesi.Ma non sono intenzionata a interrompere le mie attività perché da una passione politica non ci si può dimettere”. E’ il 12 gennaio 2015 quando Emma Bonino comunica in diretta a Radio Radicale la malattia che la sta attanagliando. E lo fa con lo spirito simbolo che l’ha accompagnata per tutta la sua vita diventando non a caso agli occhi di media, colleghi ed elettori la tigre indomabile. Una battaglia che oggi purtroppo giunge a un termine: la signora dei radicali si spegne così all’età di 78 anni, dopo il ricovero…..
“Io non sono il mio tumore e voi non siete la vostra malattia. Siamo persone e dobbiamo sforzarci di vivere liberi fino alla fine“. La storia clinica di Bonino è stata infatti segnata da un tumore polmonare, più esattamente un microcitoma, che nel 2015 l’aveva colpita al polmone sinistro costringendola a lunghi anni di chemioterapia. Il microcitoma è una delle forme più aggressive di tumore polmonare. Dopo ben otto anni di terapie fu lei stessa ad annunciare di aver concluso con esito positivo i trattamenti senza mai aver rinunciato a svolgere la sua amata attività politica.

A ottobre 2024 viene ricoverata a Roma per problemi respiratori. Dimessa dopo una settimana, il 5 novembre riceve a sorpresa la visita di papa Francesco, suo storico amico. Il 30 novembre 2025 viene nuovamente ricoverata d’urgenza in terapia intensiva all’ospedale San Filippo Neri di Roma per un malore, venendo dimessa dopo un miglioramento delle condizioni cliniche.
Ma lo scorso 7 settembre viene ricoverata di nuovo d’urgenza in codice rosso presso l’ospedale Santo Spirito di Roma, a seguito di un improvviso malore. Le sue condizioni vengono definite subito gravi dai sanitari, con un quadro clinico incentrato su severe difficoltà respiratorie. Al momento del ricovero la leader politica risulta vigile. “La situazione rimane in costante evoluzione e sotto stretto monitoraggio medico, in attesa di ulteriori bollettini ufficiali da parte della struttura sanitaria”, avevano infatti riferito i medici.
Figura tra le più importanti del radicalismo liberale d’età repubblicana e del femminismo italiano, Emma Bonino è stata una attivista storica sin dalle origini del partito Radicale di Marco Pannella e, più recentemente una delle fondatrici di +Europa. “Io continuo a lottare per cambiare il mondo”, è infatti stato il suo obiettivo quotidiano con la sua vita intrecciata indissolubilmente alla lotta per i diritti umani e civili.

Fin dagli anni ’70, come militante e poi leader radicale, ha sfidato lo status quo battendosi per l’autodeterminazione degli individui. Il suo impegno inizia con le grandi battaglie civili in Italia: è stata in prima linea nella campagna per l’introduzione del divorzio e, soprattutto, per la legalizzazione dell’aborto, arrivando anche ad auto-denunciarsi per aver praticato aborti clandestini per sollecitare il dibattito.
Ma non solo diritti civili nell’impegno di Emma. Bonino è stata anche protagonista della scena internazionale, della diplomazia umanitaria e della giustizia internazionale. Parla infatti sette lingue, tra cui l’arabo. Ha conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere (moderne) presso l’Università Bocconi di Milano. Una passione che ha spinto il suo sguardo nei teatri di crisi più difficili del pianeta, portando nel mondo la visione radicale di un diritto universale e senza barriere.
Quando fu nominata Commissaria europea per gli Aiuti Umanitari nel 1994, trasformò un ufficio fino ad allora burocratico in una macchina d’intervento rapido e flessibile. Ha gestito la complessa devastante crisi dei Grandi Laghi in Africa dopo il genocidio in Ruanda, passando poi ad occuparsi dei conflitti fratricidi nei Balcani dove riuscì a imporre gli aiuti umanitari come priorità assoluta dell’agenda geopolitica comunitaria.
A lungo parlamentare, oltre a diventare Commissario europeo tra il 1994 e il 1999, divenne in Italia ministro del Commercio Internazionale e le Politiche europee nel governo Prodi II. Infine ministro degli Esteri nel governo di Enrico Letta.
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