Nel primo pomeriggio di oggi, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Abu Mazen, in occasione del suo intervento ad Atreju, la festa del partito di Fratelli d’Italia. Il leader palestinese è tornato a Roma a solo un mese di distanza dalla visita ufficiale dello scorso 7 novembre, quando incontrò anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Dopo un colloquio di mezz’ora a Palazzo Chigi, Meloni e Abu Mazen si sono recati insieme alla kermesse, a testimonianza del solido rapporto esistente tra i due Paesi. Ad Atreju è stata proprio Giorgia Meloni a presentare il volto dell’Anp, chiarendo di essere molto soddisfatta di essere riuscita ad organizzare un incontro simile.
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“La sua presenza dimostra quanto l’Italia sia stata centrale e protagonista nella difficile crisi mediorientale e quanto possa essere ancora centrale e protagonista nel difficile percorso verso la pace con la prospettiva dei due Stati“, ha sostenuto il premier nel corso del discorso introduttivo all’intervento di Abu Mazen, chiarendo che questa presenza è anche il simbolo che quanto detto in passato contro il suo governo sarebbero semplici bugie.
L’intervento di Abu Mazen ad Atreju
Il leader dell’Anp, poi, ha voluto dare inizio al panel ringraziando l’Italia per l’aiuto e il sostegno garantito in questi anni al suo Paese, anche nell’addestramento della polizia e per gli aiuti umanitari inviati in questo complesso periodo di guerra. Il leader palestinese si è trovato di fronte ad una sala gremitissima, colma di curiosi e interessati alla questione. In platea accanto a Meloni ci sono anche il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, e tutto lo stato maggiore del partito. C’è anche i presidente del Senato, Ignazio La Russa, seduto accanto a Gianfranco Fini.
Il leader dell’Anp ha anche voluto ribadire che l’unica soluzione possibile in Medio Oriente è la creazione di uno Stato palestinese che permetta alla soluzione dei Due Popoli Due Stati di funzionare. “L’assenza di uno Stato palestinese è motivo del circolo di violenza e dell’estremismo, un fattore che influenza la stabilità di tutti, anche dell’Italia“, ha spiegato il leader mediorientale. In questo senso, Abu Mazen ha richiamato la soluzione del 1967, in cui Israele e Palestina sembravano aver trovato un periodo di armonia e civiltà.
“Lo Stato di Palestina non sarà una preoccupazione di sicurezza per nessuno, al contrario sarà un partner per la costruzione della pace“, ha messo in luce con una certa convinzione, richiamando il rispetto reciproco tra Paesi che permetterà di costruire solide basi per una pace che sia finalmente duratura. “Vogliamo vivere nella nostra patria con libertà e dignità in uno Stato che rigetta la violenza, così come fa l’Italia“, ha chiarito, confermando la volontà di favorire un processo elettorale nel Paese, che sia di stampo parlamentare e presidenziale.
L’intervento di Abu Mazen si è poi concluso con un’invocazione. “Sono 160 i Paesi che riconoscono lo Stato palestinese, noi auspichiamo che l’Italia possa proseguire verso questo tracciato e questo andrebbe a rafforzare ancora di più il principio dei due Stati“, ha affermato, rivolgendo un nuovo appello al nostro governo. Per il momento, l’esecutivo Meloni non ha intenzione di procedere con il riconoscimento, in vicinanza alle posizioni americane.
Finché l’organizzazione terroristica di Hamas resterà armata sul territorio, il governo italiano ha spiegato che non sarà possibile procedere al riconoscimento dello Stato di Palestina. Ciò che conta, per ora, è lavorare per assicurare la stabilizzazione del cessate il fuoco e per riformare l’Anp in Palestina.
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