Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato questa mattina a Tianjin, nel nord della Cina, per partecipare al 25° vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), ospitato da Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese. In agenda fino a domani bilaterali di alto profilo e una dichiarazione congiunta sull’indirizzo strategico del blocco per il prossimo decennio. Il prossimo martedì 3 settembre, a Pechino, il titolare del Cremlino sfilerà su piazza Tienanmen alla grande parata militare per gli 80 anni della fine della Seconda guerra mondiale, accanto al leader cinese e — salvo cambi di programma — al nordcoreano Kim Jong-un.
Questa mattina Modi, primo ministro indiano, e Xi Jiping hanno deciso che i rapporti non devono essere visti attraverso la “lente di un terzo Paese“, con riferimento diretto agli Stati Uniti, oltre a specificare che Cina e India “sono partner di cooperazione, non rivali“.
La mossa di Pechino
Per Xi il summit è una vetrina: oltre 20 capi di Stato e di governo sono attesi tra oggi e domani a Tianjin per lo “Sco Plus”, la riunione allargata con istituzioni eurasiatiche. Nessun leader occidentale, con la sola eccezione del premier slovacco Robert Fico. Tra i presenti figurano, tra gli altri, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, l’iraniano Masoud Pezeshkian, l’indonesiano Prabowo Subianto, il serbo Aleksandar Vucic e lo speaker dell’Assemblea nazionale sudcoreana Woo Won-shik.
Nel colloquio con il premier armeno Nikol Pashinyan e con il presidente azero Ilham Aliyev, Xi ha espresso sostegno all’adesione di Armenia e Azerbaigian alla Sco, all’indomani dell’intesa di pace che impegna i due Paesi a normalizzare le relazioni dopo decenni di conflitto. Pechino punta a rafforzare cooperazione politica, sicurezza ed economie regionali sotto l’ombrello del forum.
L’incontro tra Xi e Modi
Durante il vertice della Sco a Tianjin, il primo ministro indiano Narendra Modi ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping, segnando un riavvicinamento dopo sette anni. Modi ha sottolineato che i rapporti tra India e Cina “non devono essere visti attraverso la lente di un Paese terzo“, con riferimento implicito agli Stati Uniti. I due leader hanno riaffermato la volontà di rafforzare la cooperazione su temi globali come terrorismo, commercio equo e sicurezza, ribadendo l’importanza dell’“autonomia strategica” e di una soluzione pacifica alla questione dei confini.
Xi ha definito “la scelta giusta” quella di essere partner anziché rivali, auspicando relazioni stabili e di buon vicinato. Ha evocato l’immagine del “drago e dell’elefante che danzano insieme”, simbolo di una collaborazione tra le due potenze asiatiche in un mondo sempre più instabile.
Modi, inoltre, nel suo intervento di apertura diffuso anche sui social, ha voluto specificare che i due Paesi si muovono in direzione positiva già dallo scorso anno infatti afferma e conferma che sono “impegnati a portare avanti le nostre relazioni sulla base di fiducia reciproca, rispetto e sensibilità“.
L’incontro tra Xi ed Erdogan
A margine del summit, Xi Jinping ha incontrato anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa turca Anadolu, l’incontro sarebbe stato proficuo, e si sarebbe incentrato sulla “guerra fra Ucraina e Russia, della situazione a Gaza e di misure congiunte per lo sviluppo della Siria“. I leader di Turchia e Cina, inoltre, hanno concordato che gli attuali meccanismi di consultazione e cooperazione fra i due Paesi saranno attuati a intervalli regolari.
Inoltre, stando a quanto si apprende dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, citando una fonte diplomatica turca, il presidente turco potrebbe anche offrire a Putin la mediazione del suo Paese sul conflitto in Ucraina.
La partita di Putin
Per il Cremlino la trasferta – quattro giorni in Cina, evento “insolito e raro” sottolineano i consiglieri – è un banco di prova della partnership con Pechino mentre Mosca resta schiacciata dalle sanzioni occidentali e a Bruxelles si moltiplicano i moniti alla cautela, come ricordato anche da Antonio Tajani. A Tianjin Putin vedrà Xi, il premier indiano Narendra Modi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan; sul tavolo, tra gli altri, il dossier ucraino e i rapporti con Teheran. È in definizione anche un faccia a faccia a Pechino con Kim Jong-un.
Il presidente russo Vladimir Putin, giunto a Tianjin per il 25° vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ha auspicato che l’incontro dia nuovo slancio all’organizzazione, rafforzandone la capacità di affrontare le sfide globali e promuovendo la solidarietà eurasiatica. In un’intervista a Xinhua, ha elogiato i principi fondanti della SCO: cooperazione paritaria, rispetto delle identità nazionali e non ostilità verso terze parti.
Putin ha sottolineato il ruolo della SCO nella costruzione di un ordine mondiale multipolare più equo, con le Nazioni Unite al centro. Ha ribadito il sostegno russo alle priorità della presidenza cinese, focalizzate su consolidamento e cooperazione. Ha inoltre definito il coordinamento strategico con Pechino un pilastro delle relazioni bilaterali e una forza stabilizzatrice negli affari internazionali, evidenziando la convergenza di interessi tra Russia e Cina.
Che cos’è la Sco
Fondata nel 2001, la Sco riunisce Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Insieme rappresentano circa il 40% della popolazione mondiale. Non è un’alleanza militare con clausole di mutua difesa: è un foro di cooperazione su sicurezza, economia e cultura. Armenia e Azerbaigian sono partner di dialogo e ora candidati a un ingresso a pieno titolo.
Parata del 3 settembre: il segnale al “Sud globale”
La grande parata a Pechino, dedicata alla resa del Giappone nel 1945, metterà in scena la modernizzazione dell’Esercito popolare di liberazione e il consolidamento dei legami tra Pechino e una platea di Paesi del cosiddetto “Sud globale”. L’immagine di Xi tra Putin e, con ogni probabilità, Kim suggellerà la convergenza anti-occidentale che i due leader hanno scandito anche sul piano della memoria storica.
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