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Iran: ‘Petroliera di Teheran vicino Kharg colpita da missili Usa’

Trump avverte: “Siate intelligenti”. Teheran replica sostenendo che “ovunque percepiamo una minaccia, condurremo operazioni preventive”

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Sarebbe stata colpita una piccola petroliera iraniana da quattro missili statunitensi vicino all’isola di Kharg, nel Golfo Persico. È quanto riporta l’agenzia iraniana Iran’s Student News Network rilanciata da Al Jazeera e Times of Israel. L’agenzia iraniana Fars aggiunge inoltre che si sarebbero verificate esplosioni vicino l’isola, che rappresenta un importane terminal petrolifero. Infatti, l’isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell’Iran.

Secondo quanto emerso, al momento è in corso l’evacuazione dell’equipaggio. Intanto, il capo della magistratura iraniana, Gholam Hossein Mohseni Ejei, ha esortato i Paesi membri del gruppo Brics a condannare gli attacchi e perseguire i responsabili di quelli che descrive come “crimini di guerra”.

È quanto emerge in una dichiarazione rilasciata a Nuova Delhi nel quadro di una riunione di alti funzionari giudiziari dei Paesi Brics: “Chiediamo ai membri Brics di condannare la violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iran in conformità con il diritto internazionale, in particolare con la Carta delle Nazioni Unite”. Domandando inoltre di utilizzare “la giurisdizione universale” per perseguire i responsabili di “crimini di guerra”.

Iran, attaccata petroliera a Kharg, Trump avverte: “Siate intelligenti”

Le tensioni proseguono con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che lancia un avvertimento a Teheran, dichiarando che se “non saranno intelligenti” l’Iran potrebbe ritrovarsi uno “Stretto di Hormuz che non sarà più necessario”. Per il tycoon si stanno creando nuove vie che potrebbero portare ad aggirare lo Stretto. Teheran risponde con fermezza: “Ovunque percepiamo una minaccia, condurremo operazioni preventive”.

Anche sul fronte dell’Iran arriva un avvertimento, questa volta rivolto alla Corea del Sud, che lo scorso venerdì aveva annunciato di star valutando un possibile contributo agli Usa nelle operazioni nello Stretto: “La Corea del Sud non dovrebbe sacrificare i propri interessi e la propria credibilità in favore delle politiche destabilizzanti e aggressive degli Stati Uniti”.

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