Quasi un mese di silenzio tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il sindaco di New York Zohan Mamdani, dopo che quest’ultimo lo aveva descritto come un “criminale di guerra”. Secondo gli ultimi aggiornamenti, in un manifesto elettorale il primo ministro israeliano ha indicato come nemico di Israele il primo cittadino della Grande Mela.
Nell’elenco de nomi sul manifesto elettorale figurano anche il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, il leader iraniano Mojtaba e il capo di Hezbollah Naim Qassem. Netanyahu ha inoltre postato l’immagine su X accompagnata dallo slogan: “ Non lasciate che vincano”.
Netanyahu, il precedente con Mamdani ed Erdogan
Lo scorso 18 luglio il sindaco di New York aveva rilasciato alcune dichiarazioni che hanno fatto discutere in un’intervista al New York Times. Al quotidiano il primo cittadino aveva esplicitato il suo pensiero, ovver che “Netanyahu debba essere processato all’Aia” riferendosi al mandato d’arresto emesso dalla Corte penale Internazionale nei confronti del leader israeliano per i presunti crimini di guerra nella Striscia di Gaza. Mamdani aveva anche tuonato che il primo ministro israeliano “è un criminale di guerra che è stato incriminato dalla Corte Penale Internazionale”, aggiungendo che “è un’opinione condivisa da molti, semplicemente a causa di ciò che le sue azioni hanno provocato negli ultimi anni”.
Il rapporto tra Erdogan, presidente turco, e il leader israeliano invece si è incrinato ulteriormente il 10 luglio scorso, quando quest’ultimo durante una telefonata con il presidente Usa, Donald Trump, ha definito “dichiarazioni ostili a Israele” quelle fatte dal premier turco e dai suoi alleati. Secondo quanto riporta Euronews, la telefonata con Trump si inserisce in un quadro politico già teso tra Israele e Turchia, dopo che Erdogan rivolgeva dure critiche alle politiche israeliane nella regione. Dunque, sembra che dopo un lungo silenzio Benjamin Netanyahu abbia comunicato la sua posizione tramite il recente manifesto elettorale esposto e condiviso sui social.
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