È una dichiarazione del ministro della Giustizia del Marocco, Abdellatif Ouahbi, a gettare al centro delle cronache il delicato rapporto tra Rabat e Madrid dopo quanto avvenuto a Ceuta. Alla stampa il ministro della Giustizia marocchino ha dichiarato che il suo ministero sta valutando la possibilità di “sospendere l’accordo bilaterale di estradizione” con la Spagna. Secondo quando emerso, questa possibilità viene presa in considerazione a causa delle difficoltà di Rabat di arrivare a ricevere condannati o sospetti di cui chiede l’estradizione a Madrid.
All’agenzia spagnola Efe, il ministro specifica che la scelta di tale valutazione arriva dopo che alcune richieste marocchine di estradizione non sarebbero state completate dalla Spagna. La convenzione bilaterale tra Rabat e Madrid è entrata in vigore il 1° settembre 2012 e secondo Ouahbi, tale meccanismo si interromperebbe in corso d’opera. Una volta che un sospettato viene identificato e arrestato in Spagna viene fissata una data per la sua consegna alle autorità marocchine. Il problema si verificherebbe quando Rabat invia gli agenti per prelevare il ricercato: la procedura si bloccherebbe e alla fine la consegna non avviene.
Un delicato nodo è che in Marocco vige la pena di morte, ma non è più eseguita dal 1993 per una moratoria, in Spagna invece è abolita dal 1978. Anche solo la possibilità che il sospettato possa ricadere in una condanna alla pena di morte blocca l’estradizione.
Marocco valuta di sospendere l’accordo di estradizione con la Spagna: la delicata situazione di Ceuta
Questo nuovo tassello si inserisce nella già delicata situazione a Ceuta, soprattutto per il caso dei minori marocchini che Rabat ha chiesto di rimpatriare. Secondo il ministro Ouahbi la situazione al momento “è estremamente complessa e fortemente politicizzata”, in quanto nella sua visione i casi che coinvolgono il Marocco vengono trattati considerando anche situazioni politiche ed elettorali.
Nel frattempo le autorità spagnole temono un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta il prossimo 15 agosto. Il Centro nazionale d’intelligence (Cni) vede come “pienamente credibile” la campagna diffusa sui social network che inviterebbe i migranti a raggiungere l’exclave spagnola a Ferragosto. Per questo il Cni sta monitorando sta monitorando chat WhatsApp, profili TikTok e gruppi Facebook, dove spesso vengono divulgante informazioni, molto spesso false, su delle presunte falle nei controlli di frontiera.
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