Sono stati identificati dagli investigatori due sospetti con legami con Mosca dopo l’attacco con un drone avvenuto all’aeroporto di Lipsia. Come riportato da Ndr e Wdr si tratterebbe di un uomo di origine russa in possesso di passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo.
Secondo quanto riporta la Bild il bielorusso sarebbe entrato nello spazio Schengen con un visto italiano. Gli investigatori tedeschi hanno ricostruito la maggior parte degli spostamenti dei sospettati. L’uomo di origine russa con passaporto lettone avrebbe avuto un ruolo importante dato che avrebbe raggiunto la Germania atterrando all’aeroporto di Berlino Brandeburgo alla fine di luglio per poi arrivare in Sassonia e lasciare il Paese due giorni prima del fallito attacco. Ard riferisce inoltre che quest’ultimo avrebbe legami con un’agenzia di intelligence russa. Per l’attentato per cui Berlino accusa Mosca sono ricercate almeno quattro persone.
Fondamentali per le autorità tedesche sarebbero state le tracce di Dna. In particolare per il bielorusso dato che il Dna sarebbe stato ritrovato all’aeroporto e le testate tedesche riportano che il sospettato era già noto alle forze dell’ordine per dei reati nei Paesi baltici. Le tracce biologiche sarebbero state rinvenute dalla polizia in una lattina piena di esplosivo e su un’antenna fissata a un albero. Gli stessi media riportano che grazie ai database europei è stato possibile stabilire delle corrispondenze, in particolare in Lituania e Finlandia, confermate da alcune informazioni dei servizi segreti.
In seguito a queste indiscrezioni emerse dai media tedeschi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato che “faremo tutti i controlli necessari. Ci saranno inchieste su quello che è successo, accerteremo se è così e per quale motivo è stato concesso questo visto”. Ma il capo della Farnesina ha specificato che “il problema non è il visto, il problema è l’atteggiamento di alcuni Paesi nei confronti dell’Europa”. Poi aggiunge che bisogna mantenere alta la guardia dato che “attacchi cibernetici ce ben sono stati e continuano ad esserci quotidianamente da parte di hacker russi”.
Lipsia, le parole di von der Leyen
“Voglio essere molto chiara su cosa sia successo. Si è trattato di un attacco con materiale di tipo militare, condotto da agenti russi sul suolo dell’Unione Europea”. Sono queste le parole della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel quadro di una conferenza stampa a Bruxelles tenuta con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, in merito all’attacco ibrido con droni che si è verificato all’aeroporto di Lipsia, in Germania.
Questo attacco è stato attribuito alla Russia. Dura von der Leyen che dichiara: “Non lo tollereremo. Siamo pienamente solidali con la Germania” e aggiunge: “Se l’intento era quello di farci riflettere sul nostro sostegno all’Ucraina, posso assicurarvi che ha solo rafforzato la mia determinazione. L’intimidazione non funziona”. Per la presidente della Commissione Ue questo “segna una nuova escalation sul suolo dell’Ue, direttamente attribuite alla Russia”.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, è stato appena convocato al ministero degli Esteri russo l’incaricato d’affari della Germania a Mosca “in seguito alle azioni e dichiarazioni anti-russe delle autorità tedesche di ieri”. Lo rende noto lo stesso ministero.
Lipsia, la Russia e tensioni con la Nato: l’intervento di Rutte
Nella giornata di ieri la Germania ha deciso di chiudere il consolato russo a Bonn, segnando così una netta chiusura con Mosca. In questo quadro il generale della NATO, Mark Rutte dopo aver avuto un colloquio con il Cancelliere Merz ha dato piena solidarietà della NATO alla Germania. Nonostante la smentita delle autorità russe, Rutte ha parlato di “prove inequivocabili”, mentre oggi in conferenza stampa ha sostenuto che: “La Russia è diventata sempre più sconsiderata mentre continua la sua terribile guerra contro l’Ucraina”.
Rutte ha sottolineato: “Abbiamo visto un numero crescente di droni e missili entrare nel nostro spazio aereo lungo il fianco orientale, aumentando i rischi. E abbiamo anche assistito a un incremento delle attività ostili che prendono direttamente di mira il nostro territorio, che si tratti di incendi appiccati in fabbriche che producono equipaggiamenti militari per l’Ucraina o, appunto, dell’attacco ibrido russo in Lettonia”.
Tensioni che si sono fatte sempre più tangibili dopo che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aveva minacciato che le basi della Gran Bretagna sia all’interno che all’esterno dell’Ucraina “potrebbero essere prese di mira in risposta agli attacchi ucraini con armi britanniche contro il territorio russo”. Poi il portavoce del Cremlino, Dimitrij Peskov, aveva aggiustato il tiro smentendo presunti piani della Russia di attaccare la Nato.
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