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Cina-Ue, è scontro sul commercio: Bruxelles vuole meno dipendenze, Xi teme meno profitti

Xi Jinping ha auspicato che l'Ue decida di mantenere aperti i suoi mercati, senza procedere con strumenti economici e commerciali "restrittivi" nei confronti di Pechino. L'Ue, quindi, deve "rispettare il percorso e il sistema scelti dal popolo cinese" evitando che una riduzione della dipendenza europea dalla Cina diventi anche una riduzione della collaborazione

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“Equilibrio“, questa è la parola chiave che si è ripetuta ciclicamente nell’incontro tra i leader dell’Ue e il presidente cinese, Xi Jinping. La presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, sono volati a Pechino per incontrare il leader della Cina e intavolare un’importante discussione sui rapporti economici esistenti tra le due potenze.

Un vertice oggi più che mai necessario, in virtù dei dazi di Trump che incombono come una scure sui rapporti commerciali tra Nazioni. Proprio l’imposizione di tariffe doganali maggiorate legate allo squilibrio negli scambi di merci e servizi tra Paesi, ha spinto l’Ue a compiere una trasformazione e a cominciare a riflettere su una vera e propria riforma del commercio, al fine di evitare che in futuro il Vecchio continente si trovi ad affrontare nuovamente una crisi come questa.

L’Ue deve aprirsi a nuovi e più variegati mercati. Evitare di affidarsi ad un solo e unico partner per distribuire le proprie merci su più fronti ed evitare di dipendere unilateralmente da un’altra Nazione. Il presidente Usa, Donald Trump, si trova infatti ad avere un potere spropositato sull’Ue proprio perché gli Stati Uniti sono il principale Paese in cui l’Unione europea esporta le sue merci.

L’Ue alla Cina: “I rapporti commerciali devono essere reciprocamente vantaggiosi”

Il viaggio in Cina, dopo quello di ieri in Giappone (Ne abbiamo parlato qui), rappresenta quindi un nuova tassello della politica commerciale europea, che si sta adattando ad un nuovo presente, cercando di non essere affossata dai continui cambiamenti che la circondano. Lo scambio bilaterale di merci tra Cina e Unione europea garantisce 2 miliardi di euro al giorno, e oltre. Eppure, con il passare degli anni l’equilibrio nelle relazioni tra i due Paesi è andato pian piano frantumandosi.

Alla luce di ciò, la visita odierna rappresenta per le due forze la possibilità di trovare nuovi accordi e nuove possibilità di arricchimento, abbandonando però una visione individualistica ed egoistica del commercio. Antonio Costa ha infatti sottolineato le difficoltà che al momento investono tutte le potenze mondiali, evidenziando però che l’Ue e la Cina sono le “principali economie del mondo” e proprio per questo hanno la “responsabilità di sostenere l’ordine basato sulle regole e affrontare le sfide globali“.

Affinché ciò accada è necessario che le due parti riequilibrino i loro rapporti. “Per essere sostenibili, le relazioni devono essere reciprocamente vantaggiose“, ha tuonato Costa, aggiungendo che entrambe le parti dovranno impegnarsi per produrre e presentare soluzioni reali che pongano fine a questo squilibrio. L’obiettivo, quindi, è quello di mantenere aperto questo canale commerciale, migliorandolo e rendendolo remunerativo anche per l’Europa.

Xi Jinping: “Le attuali sfide dell’Ue non provengono dalla Cina”

Uno dei pericoli che l’Ue potrebbe affrontare, anche a fronte di dazi di Trump, è che la Cina decida di diminuire considerevolmente le esportazioni negli Usa per rivolgersi prevalentemente agli Stati membri dell’Ue. In questo modo però, si rischia una saturazione del mercato e il fallimento dei prodotti europei che rischiano di non essere sufficientemente competitivi.

Una possibilità su cui Xi Jinping non sembra però particolarmente interessato. Secondo il presidente cinese, infatti, le sfide che l’Ue sta affrontando in questo momento “non provengono dalla Cina“. Il leader di Pechino ha quindi rimarcato la necessità di affrontare gli attriti e le differenze esistenti tra i due Paesi, con l’obiettivo di costruire rapporti privilegiati e soprattutto stabili.

In questo senso, il presidente ha auspicato che l’Ue decida di mantenere aperti i suoi mercati, senza procedere con strumenti economici e commerciali “restrittivi” nei confronti di Pechino. L’Ue, quindi, deve “rispettare il percorso e il sistema scelti dal popolo cinese“, non osservandolo dal punto di vista solo Occidentale, proprio per evitare che questo sia distorto. Xi Jinping ha infatti osservato che il suo Paese procede ancora secondo il principio della “cooperazione che prevale sulla competizione“.

Proprio per questo, quindi, una riduzione della dipendenza Ue dalla Cina non deve essere anche una riduzione della collaborazione. Ciò che l’Ue dovrebbe fare, spiega il leader di Pechino, è migliorare la propria competitività, senza però costruire muri che rischiano di peggiorare i rapporti esistenti tra le due forze commerciali.

Un discorso durissimo che dimostra come il piano di Ursula Von der Leyen per aprire il mercato Ue e variegare i rapporti possa dover essere messo in atto con più difficoltà di quanto inizialmente stimato.

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