Oggi, in Bulgaria, i cittadini sono chiamati ad esercitare il proprio diritto di voto per eleggere il nuovo primo ministro.Dal 2021 la nazione ha avuto sette primi ministrie nessuno di questi ha concluso il mandato. Dunque, dopo chel’Ungheria ha voltato pagina, l’attenzione dell’Europa è rivolta verso il Paese balcanico.
Secondo statistiche,il possibile vincitore potrebbe essere l’ex premier Rumen Radev. Sofia ha vissuto cinque anni particolarmente altalenati a livello politico, passando percrisi politica e coalizioni deboli che hanno portato ad una serie di elezioni anticipato.Quella di questo fine settimana è l’ottava volta di chiamata alle urne e saranno aperte da questa mattina alle ore 7:00 e chiuderanno nel tardo pomeriggio.
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Bulgaria, chi è il possibile vincitore Rumen Radev
Rumen Radev, il possibile vincitore di queste elezioni, è stato già due volte presidente. Capo dell’aeronautica e pilota espero, la sua linea politica si basa sulla trasparenza:la sua promessa è quella di contrastare la criminalità organizzatache creerebbe danni considerevoli al già debole Paese. Infatti, la Bulgaria è la nazione più povera dell’Unione Europea. Ad inizio anno,è stato proprio Radev a porre fine al suo secondo mandato, creando un nuovo piano politico denominato “Bulgaria progressista”. Oltre alla lotta contro la mafia, il candidato promette di creare una stabilità politica.
Inoltre, non si comprende la linea che potrebbe seguire il possibile vincitore in merito alla guerra tra Russia e Ucraina, dato che si era mostrato in linea con il Cremlino tramite i toni utilizzati. L’attenzione dell’Unione Europea è grande anche a causa del fatto chel’ex premier aveva criticatol’ingresso della Bulgaria nell’area dell’euro il primo gennaio 2026, definendo l’Europa “culturalmente depersonalizzata”.
Bulgaria, i sondaggi
Secondo i sondaggi,Radev è in vantaggio, mentre a distanza di circa 10 punti percentuali si trovano i “Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria”. Poi, figurano i liberali di “Continuiamo il Cambiamento” (Pb-Db) e poi il Movimento per i Diritti e le Libertà, che rappresentano l’estrema destra di Rinascita e la minoranza turca. Tra le possibilità esistono due scenari possibili, che però sono deboli su due punti: il primo sarebbe una coalizione con le forze riformiste e liberali, in linea sulla corruzione ma non sull’Europa e l’Ucraina, il secondo un governo di centro-sinistra ostacolato però dalla divisione tra il Pb e i partiti minori. A questo, si aggiunge il rischio di non entrare in Parlamento.
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