Alla partita politica vista in questi quattro anni, con la contrapposizione fra destra e sinistra, se ne sovrappone un’altra tutta interna alla destra, fra quella che è al governo e quella che fuori dal governo è in competizione conGiorgia Meloni. La sprizza dei toni è destinata a crescere mano a mano che si avvicina la scadenza delle lezioni politiche. Basta leggerele parole di Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia, nell’intervista alCorriere della Sera. “Vannacci è la quarta gamba della sinistra … Non dobbiamo rincorrere nessuno a destra, perché noi siamo la destra. Custodi ed eredi di un’identità che abbiamo non a caso ancora nel simbolo. Ma attenzione non siamo fermi al passato, è esattamente il contrario: noi guardiamo al futuro tenendo fermi i nostri principi, non facciamo battaglie di retroguardia, ma lavoriamo per costruire una Nazione più moderna ed efficiente”.Arianna Melonirinfaccia a Vannacci di passare le sue giornate“a parlare male della destra e non della sinistra: c’è qualcosa che non torna“. Per la sorella della premier non ci sono dubbi sul fatto che Vannacci stia lavorando per impedire che Meloni faccia di nuovo il premier.
La conferma del crescente quadro di ostilità nella destra viene dalla replica affidata da Vannacci a un post su su Instagram.“Sono loro, la casta, a essere funzionali alla sinistra”. Vannacci ha capito bene l’insidia che viene portata alla sua posizione dalla polemica senza sconti a cui viene quotidianamente costretto. In particolare, l’ex generale teme il richiamo al “voto utile“ ripetuto con frequenza quotidiana da esponenti della destra. Ha capito la trappola attesa da Giorgia Meloni quando invoca un esponente di destra al Quirinale per rompere l’ultimo tabù. È un invito rivolto all’elettorato di Vannacci a non disperdere il voto inseguendo i fantasmi di un passato irripetibile, o comunque non ripetibile nelle forme immaginate dall’ex generale. Nel gioco a rimpiattino, Vannacci lamenta il fatto che quelli che in il voto utile, sono gli stessi che bocciano tutte le sue proposte“ erigono muri e dicono che non siamo compatibili con questo centrodestra.
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Se una morale si può ricavare da queste schermaglie è cheGiorgia Meloni non è disponibile ad imbarcare Roberto Vannacci in una futura maggioranza di governo, ma è ben consapevole che qualcosa dovrà concedere in termini programmatici se vuole sottrarre consensi a Futuro nazionale. Facendo molta attenzione a non creare un’area di frizione con un partito come Forza Italia, la cui incompatibilità con Vannacci e di per sé un punto programmatico irrinunciabile. Per diverse ragioni in questa contesa destinata a farsi sempre più aspra, Meloni è in chiaro vantaggio mentre il generale dovrà via via estremizzare i toni della polemica e gli stessi contenuti del suo programma, rischiando così di portarsi “fuori gioco“ rispetto alle attese del suo elettorato.
Per quanto paradossale possa sembrare,la sinistra incontra difficoltà notevoli a inserirsi in questa polemica. La difficoltà principale è data dall’abilità con cui Giorgia Meloni ha bloccato il tentativo, di Matteo Renzi in particolare, di utilizzare Vannacci come Leva per creare difficoltà all’attuale maggioranza. Nel momento stesso in cui Meloni polemizza con Vannacci, la sinistra diventa improvvisamente afona: circostanza che fa riflettere sulla confusione strategica in cui continua a rimanere il “campo largo”.
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