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Mattarella e Steinmeier, due custodi costituzionali dell’Occidente liberale

La visita di Mattarella a Berlino, l’incontro con l’amico presidente Steinmeier e il discorso al Bundestag vanno oltre la ritualità. Il coraggio di Steinmeier nel combattere l’antisemitismo in ogni sua forma e la rinnovata determinazione di Mattarella nel definire “criminale” l’aggressione della Russia all’Ucraina, ne fanno a giusto titolo i campioni costituzionali nella difesa dell’Occidente liberale, minacciato da Mosca e da Pechino e, in modi brutali, da Donald Trump

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Le visite ufficiali di Sergio Mattarella non sono mai occasioni di circostanza. Il protocollo e le procedure non sono mai impedimenti alla manifestazione sincera e, all’occorrenza, schietta e franca del proprio pensiero. A maggior ragione se la visita è in un Paese come la Germania e l’incontro istituzionale è con Frank-Walter Steinmeier a cui lo lega una lunga amicizia, fatta di consuetudine e di una forte condivisione di temi e di orientamento. Pochi altri capi di Stato sono fatti per intendersi come lo sono Mattarella e Steinmeier.

Così nel fine settimana, e in un discorso di straordinaria incisività pronunciato al Bundestag convocato, in via eccezionale, di domenica, Mattarella ha rinnovato, senza reticenze o timori protocollari, le sue preoccupazioni per il difficile tornante in cui si trovano oggi le democrazie. “Criminale” è l’aggressione della Russia all’Ucraina e gli autori di questa guerra sono attesi in qualche comoda cella e non a vivere momenti di gloria.

Ha stigmatizzato la suggestione di qualche governo per la costruzione della bomba atomica, sogno ricorrente per i troppi dottor Stranamore sempre in circolazione. Per concludere sulle minacce che incombono sul processo di integrazione europea per colpa di qualche epigono dell’ “era buia” del Novecento. Proprio così – ha detto – lasciando intuire fin troppo facilmente che ogni riferimento è a quelle forze di estrema destra che scuotono la fiducia sul futuro e coltivano i vantaggi elettorali che derivano dall’alimentare le paure del presente.

I richiami di Mattarella sono, a ben vedere, speculari alla determinazione con cui il suo omologo tedesco e il cancelliere Friedrich Merz stanno contrastando i rigurgiti antisemiti che si vanno rapidamente diffondendo in Germania. Da alcuni mesi, infatti, le forze dell’ordine e i tribunali tedeschi perseguono ogni minima manifestazione, eventi politici o raduni da cui possa trasparire il minimo accenno di antisemitismo. Un deciso giro di vite, vuoi per i sensi di colpa della memoria storica di quel Paese, vuoi, soprattutto, perché dietro quelle manifestazioni si muove una ben orchestrata campagna a favore di Alternative für Duteschland, la formazione di ispirazione neo-nazista.

Fermo no all’antisemitismo, che non vuol dire sostegno al governo Netanyahu, da una parte; ferma e reiterata condanna all’aggressione della Russia all’Ucraina: sono due facce di quell’unica medaglia che è la vocazione liberale e democratica dell’Occidente.

Steinmeier e Mattarella interpretano, ciascuno con la propria sensibilità, la vocazione forte e intensa dello spirito liberale e democratico che dal 1945 identifica le società occidentali facendone un unicum nel panorama internazionale. Entrambi intravvedono la marea montante del populismo, la tentazione affiorante di scorciatoie per svuotare di senso le istituzioni della democrazia. Sono minacce concrete quelle di Putin o di Xi, ma sono anche suggestioni potenti in Donald Trump.

I due uomini di Stato leggono con le stesse lenti la realtà turbolenta di questo tempo e agiscono, con la forza della moral suasion che gli deriva dal loro ufficio, per mettere in guardia le opinioni pubbliche dalle seduzioni di chi vorrebbe semplificare la democrazia, in realtà riducendola a un essiccato osso di seppia. Su un punto in particolare Mattarella e Steinmeier richiamano l’attenzione dei governi europei: la democrazia è una pianta dalle mille radici, va coltivata e curata con la massima premura e tenuta al riparo dalle insidie che spesso sorgono nel suo stesso seno. Si confermano, entrambi, convinti e tenaci custodi costituzionali dell’Occidenre liberale.

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