Keir Starmer nel mirino dei Labour: il voto di sfiducia è sempre più vicino?

Gli scandali legati agli Epstein File, che hanno portato alla dimissioni del suo capo gabinetto e all'arresto di un ex ambasciatore negli Usa, i fallimenti economici del suo governo e i consensi sempre maggiori dei Riformisti di Nigel Farage hanno portato al crollo dei consensi del premier Keir Starmer. Ora, i Labouristi sono alla ricerca di una figura che possa evitare la vittoria del Reform Uk alle prossime elezioni Politiche

6 Min di lettura

Anche il popolo più imperscrutabile affronta periodi di crisi. IlRegno Unitolo sa bene. In un decennio, il numero 10 di Downing Street ha visto avvicendarsi ben cinque primi ministri, tutti conservatori ad esclusione diKeir Starmer. Il leader labourista è salito al potere nel 2024, dopo 14 anni di amministrazioneTories, promettendo una stabilizzazione dell’economia e il ritorno di una competitività ormai ricercata da decenni.

Una promessa che aveva garantito al suo esecutivo un2025 quasi idilliaco, scosso solamente dallo scandalo legato alla presunta evasione fiscale di Angela Rayner, vice di Starmer, e dalle critiche nei confronti dellaministra del Tesoro, Rachel Reeves. La stessa che, sotto i colpi della leader Tory Kemi Badenoch,era crollata in un pianto incontrollabile nel corso di una seduta del Parlamento inglese.

Piccole fratture che hanno continuato ad accatastarsi fino a creare una montagna difficile da scalare per Keir Starmer. Il cancelliere fautore di un riavvicinamento del Regno Unito all’Europa, proprio in prossimità dei 10 anni della Brexit, si trova ora afare i conti con le mancate promesse al suo popoloe con gli scandali che stanno investendo il suo governo. Prima ledimissionidell’ex capo di gabinetto dell’attuale premier,Morgan McSweeney, poi l’arresto diPeter Mandelson, ex ambasciatore britannico negli Usa, hanno dimostrato che nemmeno il più stoico dei governi è irreprensibile.

A una crisi di immagine è poi susseguita quella politica.Starmer, ad oggi, è indicato daIpsoscomeil Primo Ministro più impopolare dal 1977, tanto da superare anche Liz Truss, rimasta al governo per meno di due mesi. Inoltre, diverse proiezioni hanno posto il Labour, partito del premier, al quinto posto in caso di elezioni immediate.

Non sembra sorprendere, quindi, quanto accaduto tra ieri e oggi in Gran Bretagna.Nelle elezioni suppletive di Gorton e Denton, i Verdi hanno ottenuto una vittoria storica. Con 15mila voti, Hannah Spencer è stata eletta prima parlamentare del partito nel nord dell’Inghilterra. I Labouristi sono riusciti a ottenere solo il terzo classificato, con poco più di 5mila voti. Sopra di loro, al secondo posto con 10mila voti, erano presenti i Riformisti di Nigel Farage. A creare un certo scompenso è la consapevolezza che,per la prima volta in quasi 100 anni, la zona di Gorton a Manchester non è rappresentata da un parlamentare labourista.

La crisi di Starmer, dunque, sembra più grave di quanto finora ipotizzato. Come riferiscono i media britannici, ora le pressioni sul Primo Ministro aumenteranno, insieme alle tensioni relative alle scelte politiche del governo Labourista.La decisione di spostare sempre più a destra il partito, nel tentativo di evitare che Farage attiri troppi elettori,non starebbe ripagando come auspicato. Il pericolo è che si perdano i voti degli elettori di sinistra in favore di quelli di centrodestra.

Una sconfitta che matura in contemporanea con una crisi interna del partito. A metà gennaio il sindaco di Manchester,Andy Burnham, ha annunciato la propria candidatura per il seggio rimasto vacante alla Camera dei Comuni. Una mossa che in molti hanno letto come l’inizio di una corsa verso il numero 10 di Downey Street. Per poter diventare Primo Ministro del Regno Unito è infatti necessario essere prima membri del Parlamento.

Una possibilità chei vertici Labour hanno cercato di combattere con una certa convinzione. Il National Executive Committee, ovvero il comitato direttivo del Labour di cui è parte lo stesso Starmer, ha respinto la richiesta di Burnham. Una scelta giustificata con la volontà di non indire nuove elezioni a Manchester, visti i consensi altissimi registrati proprio dal partito di Nigel Farage. Lo stesso che, alle elezioni politiche del 2029, è indicato come favorito.

Il premier è comunque uscito fortemente indebolito dallo scontro, conil popolocheha letto nella mancata candidatura di Burnham i timori nutriti da Starmer per una sua eventuale sostituzione. “Non si rende conto di quanto è impopolare“, ha sostenuto ilDaily Telegraph, commentando l’evoluzione di una crisi di partito che potrebbe raggiungere il suo apice tra pochi mesi.

Al momento, il voto di sfiducia è bloccato dalla sola mancanza di unsostituto.Burnham, che manca dell’esperienza in Parlamento, il ministro della Difesa, John Healey, la ministra degli Esteri, Yvette Cooper, il ministro della Salute,Wes Streeting, e la stessa ex vicepremier,Angela Rayner, sono i favoriti per il cambio di vertice. Eppure, ciascuno di essi è frenato da uno scandalo o da una critica. A pesare sulle teste dei Labour, però, vi è la consapevolezza che,senza un nuovo volto a guidare il partito, la sfida contro i Riformisti per il 2029 sembra già persa in partenza.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.