Antichi Telai 1894

Ferrari e Mercedes, il silenzio che cambia la velocità

Per una vita Ferrari e Mercedes hanno rappresentato il contrario dell’elettrico: il rombo del motore, l’odore della pista, la meccanica spinta oltre il limite. È su queste suggestioni che Ferrari e Mercedes hanno costruito il proprio immaginario: potenza sonora della combustione, velocità vissuta come esperienza fisica prima ancora che tecnica. Sembra quasi una bestemmia, ma oggi sono incredibilmente i due simboli assoluti della tradizione motoristica mondiale a fare da apripista alla nuova frontiera elettrica

4 Min di lettura

La scelta non è priva di contraddizioni in quanto il primo vagito nasce nell’ambito di una tensione culturale evidente. LaFerrari Luce, primo modello integralmente elettrico del Cavallino, ha già provocato reazioni forti, tra entusiasmo e diffidenza. Tra le voci più critiche si è distinta quella di Luca Cordero di Montezemolo, che ha espresso apertamente le proprie perplessità verso una Ferrari priva del caratteristico suono e della meccanica che ne hanno definito il mito. Una posizione che interpreta il sentimento di molti appassionati: può esistere davvero una supercar senza rombo?

La stessa domanda attraversa anche il mondo Mercedes. Il marchio tedesco, altra icona globale della Formula 1 e delle alte prestazioni, ha confermato che tra i 36 nuovi modelli previsti entro il 2027 ben 12 saranno completamente elettrici. Una scelta che non appare più come semplice adeguamento normativo, ma come una precisa strategia industriale e culturale.

Ed è proprio qui che emerge l’aspetto più interessante di questa doppia traiettoria: Ferrari e Mercedes accelerano verso l’elettrico nel momento in cui lo stesso non sembra più una strada obbligata. Il rallentamento di alcune politiche europee, i dubbi del mercato, le difficoltà infrastrutturali e il ritorno di interesse per motorizzazioni ibride e carburanti alternativi avrebbero suggerito maggiore prudenza. E invece i due brand, abituati a stare alla partenza nelle prime file, decidono di esporsi e anticipano il cambiamento anziché inseguirlo. E ciò sta nel loro DNA: essere tra i primi, sempre!!!

È una scelta che parla soprattutto al futuro del lusso automobilistico. Perché Ferrari e Mercedes sanno che il problema non è soltanto tecnologico: è emotivo. Lo sanno anche i bambini che l’automobile sportiva non è mai stata un semplice mezzo di trasporto; diciamolo: mettere il proprio sedere su certi sedili è identità, è rituale, è appartenenza.
Il passaggio all’elettrico obbliga dunque a ridefinire il concetto stesso di performance. Non più soltanto cavalli, vibrazioni e suono, ma autonomia, fluidità di guida, accelerazione immediata, comfort e gestione intelligente dell’energia. Roba per campioni e loro indiscussamente lo sono.

I due marchi sembrano aver compreso che la vera sfida non consiste nel convincere il pubblico che l’elettrico sia inevitabile. Ma, consiste nel dimostrare che può essere desiderabile.

È un cambio di paradigma che procede con una velocità molto diversa da quella abituale delle piste di Formula 1. Le trasformazioni industriali, culturali e persino psicologiche richiedono tempi lenti. Gli stessi consumatori che applaudono l’innovazione continuano spesso a cercare nell’auto sportiva il fascino nostalgico del motore tradizionale. Ferrari e Mercedes siamo convinti che ne siano perfettamente consapevoli. E forse, proprio per questo, scelgono di muoversi adesso per arrivare, ancora una volta, prima degli altri a capire quali siano davvero le aspettative della nuova clientela globale.

La posta in gioco è altissima.
Chi acquista una vettura di fascia alta pretende percorrenze elevate, tempi di ricarica ridotti, comfort assoluto e prestazioni immediate. Ma pretende anche emozione. Ecco allora il grande interrogativo che accompagna questa transizione: l’elettrico riuscirà a produrre lo stesso mito costruito per oltre un secolo dal motore termico?

Ferrari e Mercedes sembrano voler rispondere con una scommessa precisa: il futuro dell’automobile non sarà il silenzio della rinuncia, ma il silenzio di una nuova idea di potenza.

Una potenza meno rumorosa, forse, ma destinata a ridefinire ancora una volta il concetto stesso di velocità.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Way Technological Systems

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.