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Vannacci fa dietrofront, no alla kermesse e all’entrata in politica

Arriva il dietrofront del generale Vannacci alla partecipazione alla kermesse di Affari Italiani. Sospeso per ora il suo ingresso in politica

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Nuovo capitolo per Roberto Vannacci: il generale ha annunciato il dietrofront e non parteciperà alla kermesse di Affari italiani. Rispetto a quanto annunciato dall’organizzatore della manifestazione, che aveva previsto il collegamento di Vannacci domenica 27 agosto prima degli interventi dei vicepremier Tajani e Salvini, il generale marca visita e non sarà presente. Si tratta di fatto di una presa di distanza dalla politica.

Vannacci allontana la politica

La pubblicazione del libro di Vannacci “Il mondo al contrario” non è passata inosservata. Il pamphlet, che ha conquistato le classifiche Amazon, fa discutere per le sue idee su omosessuali, femminismo e migranti. Posizioni che hanno soprattutto diviso la coalizione di centro destra, in particolare Fratelli d’Italia.

“Sto accettando inviti da tutte le testate che me lo chiedono perché non ho pregiudizi nei confronti di nessuno perché la mia pubblicazione non è politica” ha dichiarato il generale poco prima di ritirare la sua partecipazione all’evento di Affari Italiani. E se anche il testo non fosse politico, l’impatto sull’elettorato di centro destra è evidente. Aspetto che non è passato inosservato al Generale, che ha dovuto prendere necessariamente atto che la sua presenza alla kermesse avrebbe rappresentato una conferma dell’accezione politica del libro.

A Ceglie, infatti, da 6 anni la manifestazione organizzata da Affari Italiani dà spazio agli esponenti politici, come era capitato con Giuseppe Conte da Premier e lo scorso anno con Giorgia Meloni. Quest’anno non ci sarà la presidente, ma saranno presenti i vicepremier Tajani e Salvini, oltre ad alcuni ministri.

“Non conoscevo bene la manifestazione” è il motivo con cui Vannacci ha spiegato il primo provvisorio sì, in linea anche con l’idea di non sottrarsi ad alcun evento. Scelta che è cambiata “vedendo che è una manifestazione che pur essendo promossa da associazioni ha una connotazione politica”.

Un messaggio chiaro e un “no” deciso a rappresentare un elemento politico, aspetto in cui parte della destra sperava anche in vista delle elezioni europee. Una decisione che sicuramente farà storcere il naso a quella parte di elettorato in contrapposizione con quella espressa dal ministro della difesa Guido Crosetto, secondo cui il libro esprime “opinioni che screditano Esercito, Difesa e Costituzione”.

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