Le tensioni sull’Ucraina continuano a crescere di giorno in giorno. Mentre Stati Uniti e Russia continuano a premere per una pace che giunga nelle prossime settimane, il presidente di Kiev, Volodymyr Zelensky, resta scettico. Il leader del Paese invaso è infatti tornato a tuonare contro il piano proposto dagli Usa per portare il cessate il fuoco nella sua Nazione. “Washington vuole che l’esercito ucraino si ritiri dal Donbass, ma non vuole la stessa cosa per quello russo“, ha riferito nel corso di un briefing con i giornalisti, compresi quelli di Afp.
Zelensky ha oggi avanzato la possibilità che sia lo stesso popolo ucraino a decidere sul possibile compromesso territoriale. “Credo che il popolo ucraino risponderà a questa domanda. Che si tratti di elezioni o di un referendum, deve esserci una posizione della nostra popolazione“, ha dichiarato ai giornalisti. Secondo Zelensky, non si chiede alle truppe russe di ritirarsi dalla regione ucraina di Donetsk e dalle sue posizioni nelle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia, ma di lasciare le regioni di Kharkiv, Dnipropetrovsk e Sumy.
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Al momento, vi sono una serie di questioni irrisolte su cui le tre parti in gioco continuano a ragionare. Nello specifico, i territori della regione di Donetsk e la centrale nucleare di Zaporizhzhia sono le questioni principali su cui è necessario ancora continuare a riflettere. L’Ucraina non ha intenzione di cedere territori alla Russia, mentre gli Stati Uniti continuano a spingere affinché Kiev ceda e accetti un accordo, costi quel che costi.
Ucraina, le ipotesi sul piano di pace
Nella bozza sarebbe anche presente una clausola sulle dimensioni delle Forze Armate di Kiev e il documento prevede il mantenimento delle effettive dimensioni attuali dell’esercito ucraino, ovvero circa 800.000 soldati. Anche questo si conferma un punto cruciale per l’Ucraina, su cui Kiev non è pronta a trovare un compromesso. Per quanto riguarda, invece, il contenuto del piano di pace, Zelensky ha confermato che gli Usa stanno premendo per una “zona economica libera” smilitarizzata tra le truppe russe e quelle ucraine nella parte orientale del Paese, come parte di un accordo per porre fine alla guerra. Un’ipotesi già paventata nei giorni scorsi.
Mentre il Cremlino spinge affinché L’Ucraina proceda alle elezioni presidenziali, sostenendo che il mandato del presidente di Kiev sia terminato, l’Unione europea prova a guadagnarsi un posto centrale al tavolo dei negoziati. Sabato prossimo i funzionari di Ucraina, Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna si incontreranno sabato a Parigi per discutere del piano di pace.
Nella video-conferenza di questa mattina, i temi principali che sono stati trattati sono il rafforzamento della Difesa europea e del sostegno all’Ucraina. “La riunione odierna ha consentito di continuare il lavoro avviato nella coalizione con l’obiettivo di giungere a una pace robusta e duratura in Ucraina, nonché di fare il punto sui negoziati avviati nel quadro della mediazione statunitense, come anche sulle garanzie di sicurezza”, ha dichiarato infatti l’Eliseo.
Ucraina, Rutte: “Noi siamo il prossimo obiettivo della Russia“
A lanciare un nuovo allarme sulla situazione, poi, è il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il quale nel corso di un intervento in Germania ha ribadito i pericoli che l’Occidente potrebbe affrontare senza essere del tutto preparata. “Noi siamo il prossimo obiettivo della Russia, non possiamo lasciarci dividere“, ha tuonato il leader dell’Alleanza Atlantica, aggiungendo che l’Europa deve tornare a ragionare in un’ottica di guerra.
I conflitti sono esattamente davanti alla nostra porta di casa“, ha spiegato, per poi completare il quadro chiedendo ai presenti di immaginare un’Europa che subisce un attacco russo, con milioni di morti, feriti e sfollati. Affinché uno scenario simile sia evitato, però, è necessario che l’Ue attivi il suo piano per il rafforzamento delle difese militari. Infine, Rutte ha ricordato l’importanza del continuo sostegno all’Ucraina, perché “la sicurezza di Kiev è la sicurezza dell’Europa“.
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