Zelensky non cede: ‘Lasciare il Donbass aiuterebbe Putin, non lo farò’

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Incertezza e paura. Sono queste le due principali sensazioni scaturite dal nuovo attacco congiunto Usa-Israele nei confronti dell’Iran. A poco più di sei mesi di distanza dalla guerra dei 12 giorni, con cui americani e israeliani avevano distrutto i presunti siti di approvvigionamento di uranio impoverito sul territorio di Teheran, oggi nuovi raid scuoto il Medio Oriente.

Una escalation improvvisa che terrorizza ancor di più coloro che ormai da quattro anni la guerra la vivono quotidianamente sulla loro pelle. A spiegarlo, ancora una volta, è il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in una intervista esclusiva al Corriere della Sera. Seppur geograficamente lontana, la guerra in Iran potrebbe avere ripercussioni gravissime sul conflitto in Ucraina.

Zelensky: “Gli Usa potrebbero avere difficoltà a reperire missili”

Potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili e armi per la difesa dei nostri cieli“, ha sostenuto, pur riconoscendo che l’attacco Usa potrebbe essere giustificato, vista il pericolo rappresentato da un popolo come quello iraniano in possesso di un’arma nucleare. In ogni caso, due conflitti in contemporanea costringono gli alleati a compiere delle scelte.

Zelensky sottolinea come lo scorso giugno, gli Usa si siano trovati in difficoltà. Al fine di portare avanti il conflitto contro l’Iran, non avevano più la possibilità di sostenere militarmente Kiev con sistemi Patriot. “In quell’occasione, i programmi di consegna dei missili per noi vennero rallentati, oggi non è ancora avvenuto, ma tempo potrebbe ripetersi“, ha evidenziato il presidente di Kiev.

La soluzione migliore, ovviamente, sarebbe quella di porre fine al conflitto. Tale soluzione, però, sembra piuttosto complessa. Zelensky ha chiarito che il trilaterale previsto il 5 o 6 marzo non è stato per ora rimandato. “Magari non sarà ad Abu Dhabi, io preferirei a Ginevra, o comunque in Europa, perché la guerra è nel nostro continente“, ha chiarito, aggiungendo che se Mosca dovesse preferire un territorio più neutrale, allora si potrebbe optare anche per l’Austria, il Vaticano o la Turchia.

Zelensky: “Putin ha perso la sua offensiva invernale”

In ogni caso, il leader ucraino ha voluto essere chiarissimo su un punto. “Lo scambio di territori non è nel nostro interesse, perché mai noi dovremmo scambiare il nostro territorio in cambio di altro che è parte della nostra patria?“, si è chiesto Zelensky, chiarendo di non avere intenzione neanche di cedere il Donbass e il 200mila ucraini che lo abitano. “Putin ha perso la sua offensiva invernale. Ha attaccato le centrali elettriche nel pieno del gelo, voleva dividerci, ha cercato di mettere la popolazione civile contro l’esercito per costringerlo a smettere di combattere. Ma ha fallito“, ha aggiunto con un certo orgoglio, evidenziando che è ancora possibile dare una svolta al conflitto.

Per quanto riguarda l’impegno europeo nel conflitto ucraino, Zelensky ha chiarito che dal punto di vista della velocità e della potenza degli armamenti c’è stato un miglioramento. Questo però non è sufficiente a sostituire l’apporto garantito dagli Stati Uniti. “Dobbiamo unire le nostre forze, dobbiamo essere pronti a difenderci“, ha esortato il leader di Kiev, ribadendo l’efficacia delle industrie europee, non ancora però pronte a sostituire la potenza statunitense.

Per quanto riguarda, nello specifico, la situazione italiana, Zelensky ha riconosciuto l’impegno messo in atto dal nostro Paese. “L’Italia ci aiuta militarmente come può, so che non avete molto. Si tratta di un problema comune a tanti Paesi europei“, ha sostenuto il leader di Kiev, aggiungendo che “la premier Meloni è dalla parte giusta della storia“.

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