“Non abbiamo discusso i confini ucraini“, sono state queste le prime parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non appena uscito dal bilaterale avuto oggi pomeriggio con il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky. Un incontro in bilico fino a ieri, quando l’entourage del leader di Kiev ha confermato l’attesissimo incontro.
Su un terreno neutrale, la Davos del Forum economico mondiale, i due leader hanno avuto una riunione a porte chiuse, ovviamente concentrata sulla possibile conclusione della guerra tra Russia e Ucraina. Secondo un indiscrezione del Financial Times, sembra che nelle intenzioni del presidente ucraino vi fosse la firma di un “piano di prosperità” da 800 miliardi di dollari tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa. Un patto riguardante il futuro del Paese, quando il cessate il fuoco sembra ancora piuttosto lontano.
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Non sembrerebbe, comunque, che sia avvenuta alcuna firma riguardante un documento simile. “L’incontro è stato buono con il presidente Zelensky. Vedremo come andrà a finire“, ha comunque dichiarato il titolare della Casa Bianca, ribadendo comunque di credere che il conflitto debba concludersi al più presto. A chiarire quanto avvenuto nel corso dell’incontro è stato lo stesso presidente dell’Ucraina.
Zelensky: “L’Europa aspetta che Trump cambi, ma non accadrà”
Zelensky ha infatti confermato che il tema della cessione territoriale non è stato in alcun modo affrontato, per poi aggiungere di aver preferito discutere di un argomento del tutto diverso. “Ho raggiunto con il presidente Trump un accordo sulle garanzie di sicurezza“, ha spiegato il leader di Kiev, facendo riferimento ancora una volta a una questione che riguarderà il Paese a seguito del cessate il fuoco.
L’accordo deve essere firmato sia dall’Ucraina che dagli Usa e poi, per essere ratificato, dovrà essere sottoposto ai propri parlamenti nazionali. “Tutto ruota attorno alla parte orientale del nostro Paese ai territori. Questo è il problema che non abbiamo ancora risolto“, ha poi aggiunto Zelensky, chiarendo che la mancanza di un compromesso sul Donetsk non permette di porre fine al conflitto. Al momento, però, non è stato specificato cosa riguardino queste garanzie.
Zelensky ha poi rivolto una critica all’Europa, sostenendo che al momento manchi una volontà politica da parte di Bruxelles nei confronti di Vladimir Putin. Il leader di Kiev ha ringraziato l’Ue per aver congleato i beni russi presenti sul suo territorio, ma ha anche sostenuto che “quando è arrivato il momento” di utilizzare tali beni per aiutare a difendere l’Ucraina, la decisione è stata “bloccata“. Inoltre, ha voluto sottolineare come manchino dei veri progressi nell’istituzione di un tribunale per l’aggressione russa.
“L’Europa sembra persa nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare. Ma lui non cambierà“, ha tuonato Zelensky con una certa durezza. Un messaggio chiaro e una richiesta di attenzione che ormai viene ripetuta da mesi come una sorta di mantra. Una nuova speranza arriva dall’incontro che si terrà domani negli Emirati Arabi Uniti, dove si incontreranno i delegati di Ucraina, Russia e Stati Uniti.
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