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Viaggio a Dubai, Crosetto e il tempismo: “Chiedo scusa, ma nessuno si aspettava attacco nel weekend”

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Il tempismo non dipende da me”. Nessun segreto sulla sua presenza a Dubai, ma qualche falla nelle ricostruzioni sembra esserci. E a sentire Guido Crosetto l’errore semmai è stato uno e soltanto uno, ovvero quello di voler restare lì: “Forse come politico, ho sbagliato, chiedo scusa, ma c’erano i miei figli e volevo restare con loro“.

Ma, per l’appunto, a non essere dalla sua parte sarebbe stato il susseguirsi delle vicende. Facendo un minimo di chronos, prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran della mattina del 28 febbraio, il ministro era atterrato con un volo di linea da Roma a Dubai, per riprendere i suoi familiari in vacanza negli Emirati Arabi. E’ rimasto bloccato per l’interruzione totale del traffico aereo sui Paesi del Golfo in seguito all’escalation. E in pochi sembra fossero al corrente che fosse partito alla vigilia dell’operazione militare.

Il dovere, quindi, ha poi chiamato e con gli amici il ministro della Difesa si è sfogato: “Io sono qui, ho lasciato i miei laggiù (poi rientrati ieri, ndr) per avere un comportamento istituzionale corretto e in questi giorni ho lavorato. Di cosa dovrei giustificarmi? Perché non posso essere a Dubai, non sono un libero cittadino?“. Crosetto, infatti, è rientrato a Roma con l’Aeronautica militare. E per evitare l’accusa di aver usato un volo di Stato, riferisce di averlo pagato il triplo di tasca sua.

Ma ci sarebbero delle sovrapposizioni di eventi, nonché smentite implicite sugli impegni e i motivi degli spostamenti del ministro. E si sa, il dubbio sollevato dalla curiosità è la massima espressione del cronista che incalza infatti il titolare di via Venti Settembre su quale fosse l’appuntamento istituzionale che lo ha spinto venerdì ad approdare senza scorta a poche miglia dalle coste dell’Iran.

La soluzione al rebus è arrivata direttamente dal ministero della Difesa emiratino, in un post i cui è scritto che quel sabato 28 febbraio sua eccellenza Mohamed bin Mubarak bin Fadhel Al Mazrouei, l’omologo di Crosetto, avrebbe incontrato l’italiano anche per discutere dell’attacco iraniano contro le monarchie del Golfo.

E tutto il resto, a detta del ministro e della sua cerchia, è noia. Ma sia pure in forma privata, è andato a cena dall’ambasciatore ad Abu Dhabi e questo sarebbe la prova che qualcosa dovevano sapere anche alla Farnesina. E nel dubbio se ne intreccia un altro: è normale che il ministro della Difesa non sapesse dell’attacco imminente di Usa e Israele e abbia mandato la famiglia in una zona a rischio? La replica però è netta: “Nessuno si aspettava un attacco nel weekend” e assicura che nessuno in Europa è stato avvisato e smentisce di aver tenuto all’oscuro il governo.

Il titolare della Difesa, allora, prova a fare ordine chiarendo di aver “valutato, e neanche da solo“, di partire per Dubai per raggiungere la sua famiglia e intervallare qualche giorno di vacanza con incontri istituzionali senza gravare sulle casse dello Sato: “Sono partito a livello privato e ho fatto le cose che dovevo fare a livello istituzionale. L’ho reso pubblico io che ero lì, puntualizza Crosetto che poi precisa “restare bloccato è stata una mia scelta“.

Insomma, parallelamente all’escalation militare a Teheran a tenere banco in Italia è stata proprio la presenza del titolare della Difesa a Dubai, notizia al centro degli attacchi dell’opposizione. Nessun blocco dovuto ai bombardamenti, che a sentire la spiegazione di Crosetto, non c’entrano nulla.

Sul piano privato, però, resterebbe un retrogusto amaro al ministro che ammette al Corriere della Sera come a farlo soffrire non sia stata la bufera politica ma la vicenda privata: “Nessuno ha capito quanto mi sia costato lasciarli là, nessuno si è dispiaciuto“.

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