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Venezuela, bilancio del terremoto supera 4.000 morti: Onu teme decine di migliaia di dispersi

Il bilancio ufficiale sale a 4.118 vittime e 16.740 feriti. Migliaia di soccorritori al lavoro tra le macerie, mentre cresce l’allarme per i dispersi e per l’emergenza umanitaria

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Continua ad aggravarsi il bilancio della devastante crisi sismica che ha colpito il Venezuela il 24 giugno. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dal governo di Caracas,le vittime accertate sono salite a 4.118, mentre i feriti restano 16.740.Le autorità venezuelane hanno reso noto che 6.462 persone sono state tratte in salvo dalle macerie, mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca nelle aree più colpite, in particolare nello Stato costiero di La Guaira, dove il sisma ha provocato i danni più gravi.

Nonostante il continuo aggiornamento del bilancio ufficiale, la reale portata della catastrofe potrebbe essere molto più ampia. Ilgoverno non ha mai diffuso un numero ufficiale dei dispersi, ma le stime elaborate dalle Nazioni Unite parlano di uno scenario drammatico:potrebbero essere fino a 50.000 le persone ancora disperse. Altre valutazioni indicano circa 30.000 scomparsi, cifre che, se confermate, renderebbero il terremoto uno dei disastri naturali più gravi della storia recente dell’America Latina.


Migliaia di sfollati e centinaia di edifici distrutti in Venezuela

L’emergenza umanitaria resta enorme.Secondo il governo venezuelano, sono 86.794 le famiglie assistite, mentre 17.266 persone trovano attualmente ospitalità in 89 campi temporaneiallestiti per affrontare l’emergenza. Altre 17.907 persone hanno perso la propria abitazione. Il terremoto ha inoltre provocato danni ingenti al patrimonio edilizio: 856 edifici risultano gravemente danneggiati e 190 sono completamente crollati, lasciando interi quartieri in condizioni critiche.

Sul fronte degli aiuti, sono state distribuite 9.766 tonnellate di alimenti e oltre 13,9 milioni di litri d’acqua, mentre quasi 30.000 pazienti hanno ricevuto assistenza sanitaria.Alle operazioni partecipano soccorritori internazionali, affiancati da oltre 30.000 operatori delle forze di emergenza venezuelanee quasi lo stesso numero di volontari.Dall’inizio della crisi sismica sono state registrate 1.171 scosse di assestamento, che continuano a rendere estremamente rischiosi gli interventi tra le macerie.

L’allarme sanitario

Con il passare dei giorni cresce anche la preoccupazione per le possibili conseguenze sanitarie. Le autorità e gli organismi internazionalimonitorano il rischio di epidemie legate alle condizioni igieniche sempre più difficili nei campi di accoglienza.L’attenzione è rivolta soprattutto alla possibile diffusione di morbillo, malattie respiratorie, infezioni cutanee e altre patologie.

Accanto alla tragedia umanitaria emergono anche denunce di possibili speculazioni durante i primi giorni dell’emergenza. Secondo alcune testimonianze raccolte dalla stampa venezuelana,la scarsità di mezzi pesanti avrebbe favorito un mercato parallelo per il noleggio di escavatori e macchinari indispensabili alla rimozione delle macerie.Alcune famiglie avrebbero pagato centinaia di dollari al giorno per ottenere un mezzo con cui tentare di raggiungere i propri cari sepolti sotto gli edifici crollati.

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