Un barlume di speranza si accende oggi in Venezuela. Diplomazia e intelligence continuano a lavorare instancabilmente su più fronti per ottenere il rientro di Alberto Trentini, cooperante veneziano di 46 anni detenuto presso il carcere di El Rodeo I, nei pressi di Caracas, da oltre quattrocento giorni, insieme ad altri prigionieri italiani.
Dopo la recente liberazione di due connazionali, Biagio Pilieri e Luigi Gasperin, cresce il timore ma anche l’ottimismo per una svolta nel caso Trentini: tuttavia, il processo si prospetta lungo e complesso, considerata la lentezza con cui vengono rilasciati i detenuti dalle autorità venezuelane. Ad oggi, secondo la ONG Foro Penal, sono solo dodici i prigionieri rilasciati, tra cui l’italo-venezuelano Antonio Gerardo Buzzetta Pacheco, noto come ‘Nino’, arrestato il 30 settembre 2024.
Leggi Anche

Venezuela, ottimismo per Alberto Trentini. I familiari dei detenuti:”che vengano liberati tutti“
Per Trentini, detenuto in Venezuela, potrebbe essere ancora questione di giorni. Alcune fonti vicine al caso indicano che i detenuti già liberati facevano parte di un accordo immediato tra gli Stati Uniti e il nuovo governo venezuelano. Coloro che non rientrano in questo patto, tra cui Trentini, richiedono trattative più lunghe a causa delle difficoltà burocratiche. Le prossime ore saranno determinanti per proseguire i contatti diplomatici e le attività di intelligence già avviate.
Anche il Vaticano è impegnato dietro le quinte sin dall’inizio della vicenda, collaborando con l’Italia per aprire un varco che consenta il ritorno dei connazionali in patria. In questo delicato contesto, le trattative si sviluppano su molteplici livelli e con estrema riservatezza. Dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni in conferenza stampa, c’è chi ipotizza che possano giungere ulteriori gesti di apertura verso la neo presidente venezuelana Delcy Rodriguez. Dal lato italiano, emerge la disponibilità a impegnarsi al massimo per sostenere il processo di rinnovamento nel Paese caraibico, anche intervenendo nei consessi internazionali e nei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti.
Resta comunque necessario sciogliere alcuni nodi giuridici: diversi prigionieri, Trentini compreso, sono detenuti senza condanna né accuse formali. Un’ipotesi sul tavolo sarebbe l’introduzione di un’amnistia generale da parte delle autorità venezuelane. L’attrice Ottavia Piccolo, presidentessa di Articolo 21 e residente del Lido di Venezia, esprime fiducia e solidarietà alla famiglia di Trentini, affermando che continuano ad attendere con rispettoso silenzio e speranza.
“I rilasci continueranno nei prossimi giorni. È fondamentale che tutti siano liberati, ma ci sono aspetti procedurali che richiedono attenzione, come documenti, trasporto e visite mediche“, sottolineano gli attivisti per i diritti umani che seguono attentamente la vicenda. Tra le condizioni stabilite figura anche il silenzio stampa per i detenuti rilasciati. La famiglia di Trentini attende con discrezione, mantenendo la massima riservatezza. Intanto, fuori dal carcere di El Rodeo I, proseguono le veglie dei familiari degli altri detenuti. La richiesta resta unanime: che tutti siano liberati.
© Riproduzione riservata


