Venezuela, scontro sul successore di Maduro: l’esercito riconosce Rodriguez, ma Rubio nega

Rubio ha poi riconosciuto che la transizione del Venezuela, comprese le nuove elezioni, richiederanno del tempo: "Vogliamo, ovviamente, che la transizione del Venezuela sia diversa da quella che sembra oggi. Ma non possiamo aspettarci che accada nelle prossime 15 ore"

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A un giorno dall’arresto di Nicolas Maduro non c’è alcuna certezza sul suo successore. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi, il capo dell’esercito e Ministro della difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, ha annunciato formalmente che l’esercito riconoscerà come legittima presidente del Paese quella che era la vice di Maduro, Delcy Rodriguez.

Nessuna presa di potere da parte delle opposizioni, né grandi feste sul partito populista dell’ex presidente che si trova ora in carcere a Brooklyn, nello Stato di New York. L’incertezza che circonda il governo di questa Nazione continua ad accrescersi di momento in momento. Eppure, il leader delle forze di difesa venezuelane sembra piuttosto convinto dei prossimi passi che riguarderanno la sua Nazione.

Venezuela, le dichiarazioni dell’esercito

Inoltre, il capo dell’esercito ha voluto sfruttare l’occasione per condannare quello che ha definito come un “codardo sequestro del presidente” e per denunciare “l’assassinio a sangue freddo” delle guardie incaricate della protezione di Nicolas Maduro, durante l’operazione messa in atto dagli Usa. Intanto, le stesse forze armate del Paese sudamericano hanno invitato i cittadini a riprendere le loro normali attività quotidiane.

Una richiesta necessaria ad evitare che il Paese vada in blocco, dopo il caos che si è scatenato ieri. A seguito di 24 ore di pura incertezza, in cui non era chiaro quali fossero le reali intenzioni degli Stati Uniti, il Venezuela cercherà di tornare con calma ad una sua normalità. López ha poi aggiunto che le forze armate del Paese hanno garantito e continueranno a garantire la continuità democratica del Paese.

L’appello al popolo, quindi, è quello di evitare reazioni violente e di cercare di riprendere gradualmente le attività economiche, lavorative ed educative. “La patria deve rimettersi in cammino“, ha spiegato il capo dell’esercito, cercando di mandare un messaggio di speranza alla Nazione. Un appello che, però, si scontra con i messaggi che arrivano dagli Stati Uniti.

La smentita di Rubio su Rodriguez

Dopo le parole di López, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha voluto chiarire che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non siala presidente legittima del Venezuela” poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. Considerando, quindi, che gli Usa gestiranno questo periodo di transizione, sembra che la decisione sul futuro politico del Paese spetti a loro.

Rubio ha poi riconosciuto che la transizione del Venezuela, comprese le nuove elezioni, richiederanno del tempo. “Vogliamo, ovviamente, che la transizione del Venezuela sia diversa da quella che sembra oggi. Ma non possiamo aspettarci che accada nelle prossime 15 ore“, ha spiegato particolarmente convinto, chiarendo che ogni passo andrà compiuto con cautela e previsione, in quanto il benessere del popolo venezuelano sarebbe strettamente collegato a quello americano.

Per quanto riguarda il futuro del Paese, Rubio sostiene che gli Usa collaboreranno con i funzionari venezuelani “se prenderanno le decisioni giuste“, aggiungendo che il petrolio è fondamentale per il futuro del Paese. In questo senso, la Casa Bianca si aspetta di vedere che nel Paese vi siano dei cambiamenti e che il petrolio venga effettivamente utilizzato per il benessere del popolo. Allo stesso modo, Washington pretende uno stop al traffico di droga.

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