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Venezuela, la portaerei Ford inviata da Trump nel mar dei Caraibi non spaventa Maduro: “Non ci inginocchieremo”

Il caso fa riferimento alla decisione Usa di trasferire la portaerei Ford, la più grande al mondo, nell'area di responsabilità del Comando meridionale degli Stati Uniti, che copre l'America Latina e i Caraibi. L'invio della Ford era stato annunciato dagli Usa tre settimane fa e il suo arrivo segna una decisa escalation nel confronto sempre più serrato tra Caracas e Washington

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Il Venezuela non si arrende davanti alle minacce degli Stati Uniti. Dopo mesi di minacce e contro-minacce, il Paese del Sud America si prepara a reagire. Hanno avuto inizio oggi nel Paese le operazioni del Comando di difesa integrate. Si tratta di un piano, presentato dal presidente Nicolas Maduro, che ha l’obiettivo di garantire la sovranità e l’integrità territoriale del Paese davanti al massiccio dispiegamento di forze militari Usa nelle acque dei Caraibi.

Secondo quanto riferito dalla tv statale venezuelana, l’esercito avrà il compito di proteggere alcune delle infrastrutture strategiche del Paese, tra cui elettricità, acqua, gas, scorte alimentari, stazioni di servizio, trasporti e le principali vie di comunicazione. Il dispiegamento è stato inquadrato all’interno di una esercitazione popolare, militare e di polizia che è stata chiamata “Indipendencia 200“. Si tratta di prova generale che però si svolge in tempo reale.

Venezuela, le reazioni del Paese all’arrivo della portaerei

Il presidente ha spiegato che tutte le forze del Paese sono state mobilitate in difesa della pace e dall’esistenza della Repubblica del Venezuela. “Dobbiamo mantenere il nostro modello, senza dipendere da nessuno, né inginocchiarci davanti a nessuno“, ha sostenuto duramente in un messaggio alla Nazione. In contemporanea, Maduro ha annunciato il via libera ad una legge riguardante la difesa integrale della Nazione, con l’obiettivo di stabilire le linee d’azione strategica che regolano l’operato dei nuclei nei vari Stati, l’esecuzione di misure volte a salvaguardare la sovranità, la pace e l’integrità territoriale del Paese.

Anche il ministro della Difesa del Venezuela Vladimir, Padrino López, si è dichiarato piuttosto convinto. “Andate per le strade, nelle caserme, nei quartieri, e vedrete un popolo determinato a difendere questa patria fino alla morte“, ha dichiarato annunciando le operazioni in corso in tutto il Paese. Il ministro ha ricordato che il Paese cerca la pace a tutti i costi, ma che nel caso di un attacco da parte di un Paese estero sarà pronto a rispondere.

Venezuela, gli Usa impegnati nella lotta al narcotraffico

Il caso fa riferimento alla decisione Usa di trasferire la portaerei Ford, la più grande al mondo, nell’area di responsabilità del Comando meridionale degli Stati Uniti, che copre l’America Latina e i Caraibi. L’invio della Ford era stato annunciato dagli Usa tre settimane fa e il suo arrivo segna una decisa escalation nel confronto sempre più serrato tra Caracas e Washington.

L’invio della nave si inserisce nel piano di lotta al narcotraffico intrapreso dagli Stati Uniti. Un piano duramente contestato dal governo venezuelano, il quale ha negato il coinvolgimento di Maduro nelle operazioni di narcotraffico. Maduro ha infatti accusato Washington di usare il narcotraffico come pretesto “per imporre un cambio di regime” a Caracas e mettere  le mani sul suo petrolio.

La portaerei statunitense si unisce ad altre navi da guerra, a un sottomarino a propulsione nucleare e a un aereo con base a Porto Rico, formando la più grande presenza militare  statunitense nella regione da decenni, probabilmente la più grande dai tempi dell’invasione di Panama nel 1989. Intanto, il Regno Unito e la Colombia hanno deciso di sospendere la condizioni di notizie di intelligence con le agenzie Usa. La Russia, rivale dell’Occidente e alleato chiave di Maduro, ha invece definito gli attacchi “inaccettabili”.

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