Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Maria Corina Machado, la leader delle opposizioni venezuelane attualmente latitante per evitare di essere catturata dal regime di Maduro. Ieri, a seguito della notizia dell’arresto del presidente da parte degli Stati Uniti, la vincitrice del premio Nobel per la pace si era detta “pronta a prendere il potere“. Eppure, al momento, non sembra che nel Paese si sia verificato un evidente cambio politico.
L’esercito venezuelano ha infatti dichiarato di aver ufficialmente riconosciuto come nuova presidente la vice di Maduro, Delcy Rodriguez, a cui Trump ha mandato un messaggio chiarissimo: “Stia attenta a quello che fa, o pagherà un prezzo più alto di quello del suo predecessore“. Per ora, quindi, a regnare davvero è l’incertezza, in quanto la situazione potrebbe cambiare improvvisamente.
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Nella conversazione telefonica, il Presidente del Consiglio si è concentrata sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela, come riporta una nota di Palazzo Chigi. Meloni ha riconosciuto, infatti, come “l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto“.
Venezuela, la posizione di Machado
Resta però da capire in che modo gli Usa vogliano gestire la situazione. Come più volte sottolineato dal segretario di Stato Usa, Marco Rubio. la transizione dal governo di Maduro a quello che verrà deciso nel prossimo futuro sarà gestita dagli Usa. Oggi, però, il fedelissimo di Trump ha riconosciuto che questo obiettivo non potrà essere raggiunto nel giro di ore, ma solamente con un lavoro preciso e accurato.
Per quanto riguarda il futuro di Machado, che sembra essere sostenuta da Giorgia Meloni, le strade non sembrano positive. Trump non sarebbe convinto della sua elezione, in quanto la ritiene “una donna molto simpatica, ma che non ha il sostegno“. L’opposizione ha sfruttato i canali social per cercare di raggiungere i suoi sostenitori e dimostrare ciò che il Paese davvero desidera.
“Venezuelani, è arrivata l’ora della libertà!“, ha esultato Machado in uno dei video pubblicati poco prima di scoprire di non avere il sostegno di Trump. Intanto, dalla Spagna, si è espresso anche il presidente eletto, Edmundo Gonzalez, il quale ha sostenuto di essere pronto alla grande operazione di ricostruzione del Paese. Al momento, sembra che gli Usa siano interessati a rimettere in moto la produzione di petrolio del Venezuela, sia per scopi puramente nazionalistici sia per salvare l’economia dello Stato sudamericano.
Senza l’elezione di un membro dell’opposizione, però, si teme che in Venezuela non si assista alla svolta democratica auspicata, ma si propenda per mantenere uno status quo fragile, con Delcy Rodriguez e suo fratello Jorge, presidente dell’Assemblea, che detengono il potere nelle loro mani.
Venezuela, la nota dell’Ue
Sulla questione si è espressa anche l’Unione europea, che ha chiesto che sia il popolo venezuelano a decidere chi dovrà guidare il suo Paese. Allo stesso tempo, Bruxelles ha chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici, compreso l’italiano Alberto Trentini. Il messaggio è contenuto in una nota dell’ufficio dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, firmata da tutti i Paesi dell’Ue tranne l’Ungheria.
Il messaggio ha voluto anche ricordare che “in ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati“. L’Ue ha voluto anche lanciare un appello a tutti gli attori coinvolti, affinché si agisca con calma e moderazione, così da evitare che si verifichi un’escalation. La nota ha quindi ricordato che l’Ue ha più volte sostenuto che Maduro non avesse legittimità di presidente, ma ha aggiunto la necessitò di una “transizione pacifica verso la democrazia nel Paese, guidata dal Venezuela e nel rispetto della sua sovranità“.
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