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Venezuela, liberati gli italiani Pilieri e Gasperin: non si spegne la speranza per Trentini

Antonio Tajani, si è si è messo in contatto con l'ambasciatore a Caracas, la rete consolare e esponenti della Chiesa e società civile nel Paese sudamericano. In una nota, la Farnesina ha fatto sapere che il governo "ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto e accelerare il rilascio degli altri connazionali"

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Ancora nessuna notizia di Alberto Trentini, il cooperante italiano che dal novembre 2024 si trova in carcere a Caracas. Ieri, il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodriguez, ha annunciato la liberazione di un “importante numero” di prigionieri politici stranieri, riaccendendo l’attenzione sul caso del connazionale. Da ore, la famiglia è col fiato sospeso, in attesa di quella telefonata tanto desiderata che potrebbe annunciare loro il ritorno a casa del loro amato.

Venezuela, i due italiani rilasciati

A diverse ore di distanza dall’annuncio e dall’inizio delle operazioni di liberazione, però, non vi sono notizie certe su Trentini. Per il momento risultano liberi due italiani. Il politico e giornalista italo-venezuelano Biagio Pilieri, tornato in libertà dopo l’arresto avvenuto il 28 agosto 2024. Con lui ha potuto riabbracciare i suoi cari anche Enrique Marquez, l’ex candidato dell’opposizione venezuelana che si contrappose a Nicolas Maduro nelle presidenziali del 2024. Pilieri è già tornato tra l’affetto dei suoi cari, come dimostra una prima foto pubblicata insieme alla moglie.

Libero anche l’imprenditore Luigi Gasperin, 77enne arrestato il 7 agosto 2025 nello Stato Monagas per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Nelle carceri venezuelane restano altri 26 italiani, alcuni con doppio passaporto venezuelano, per cui l’Italia continua a chiedere il ritorno alla libertà.

L’impegno del ministro Tajani in Venezuela

Da quanto si apprende, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è si è messo in contatto con l’ambasciatore a Caracas, la rete consolare e esponenti della Chiesa e società civile nel Paese sudamericano. In una nota, la Farnesina ha fatto sapere che il governo “ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto e accelerare il rilascio degli altri connazionali“. Un’azione che si unisce al colloquio avuto da Tajani con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio.

Il vicepremier italiano ha contattato l’amministrazione statunitense, che ha permesso la cattura e l’arresto dell’ex presidente venezuelano, Nicolas Maduro, chiarendo la posizione dei connazionali in carcere. Da quanto riferito, Rubio si sarebbe mostrato interessato alla questione, lasciando credere che gli Stati Uniti aiuteranno l’Italia a liberare i suoi cittadini.

Inoltre, pochi giorni fa, il titolare della Farnesina ha riacceso le speranze su Trentini e gli altri connazionali, sostenendo che la neo eletta Delcy Rodriguez, presidente che ha preso il potere dopo l’arresto di Maduro, possa essere “più flessibile rispetto al passato” e possa quindi rilasciare i detenuti, compiendo quello che è stato definito un “gesto positivo“. Una premonizione che è sembrato stesse per avverarsi quando il governo venezuelano ha condiviso l’appello delle opposizioni, con Corina Machado in testa, all’amnistia generale per tutti i detenuti politici.

Poco dopo, dunque, il presidente del Parlamento ha annunciato le prime liberazioni della nuova amministrazione, sostenendo che la decisione sia stata presa in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’obiettivo di “favorire e raggiungere la pace“. Un primo passo del nuovo governo di Caracas per raggiungere una sorta di conciliazione con l’opposizione del Paese.

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