Rumori di aerei, esplosioni e colonne di fumo che partono dai siti di diverse basi militari a Caracas. Questa notte in Venezuela si sarebbe verificato un attacco non ancora ben definito. Si ipotizza che a metterlo in atto siano stati gli Usa di Donald Trump, al momento impegnati con una flottiglia navale nei Caraibi, ma che ormai da settimane promettono anche un attacco terrestre contro il Paese di Nicolas Maduro.
Una possibilità per ora solo ipotizzata e mai effettivamente messa in campo. A dare per primo la notizia delle esplosioni è stato un giornalista della France Presse, che si trova proprio a Caracas. L’uomo ha parlato del rumore di esplosioni in lontananza, accompagnate da quelli che sembravano i rombi di aerei militari. Poco dopo, l’Afp ha confermato quanto accaduto, sostenendo che sarebbero visibili grandi incendi con colonne di fumo.
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Al momento, non è possibile localizzare con certezza questi incendi, ma sembra che siano presenti nelle zone sud ed est di Caracas. Dopo il primo attacco, avvenuto alle due del mattino, ovvero le 7 in Italia, ne è seguito un altro a circa 40 minuti di distanza. Sembrerebbe che a seguito di questo attacco, diverse zone della città siano rimaste senza elettricità. “Una di queste è stata così forte che la mia finestra ha iniziato a tremare“, ha detto il corrispondente della Cnn americana che si trovava sul posto.
Secondo i media locali, sarebbero almeno 7 le esplosioni che si sono verificate nella capitale del Venezuela. Inoltre, sembra che l’obiettivo di questo attacco sia stata una grande base militari che si trova nella parte meridionale della città. Questa è rimasta senza elettricità e da lontano è visibile una ingente colonna di fumo causata dalle esplosioni. I siti colpiti sarebbero la caserma più importante del paese, Fort Tiuna, a ovest della città, e la base aerea di La Carlota. Sarebbero state udite esplosioni anche nello stato di La Guaira, a nord di Caracas, sulla costa del Paese e Higuerote, una città costiera nello stato di Miranda.
Le tensioni tra Venezuela e Stati Uniti
Per il momento, il governo americano non si è lasciato andare a nessun commento, mentre il presidente venezuelano ha parlato di un “gravissimo attacco Usa“. Il presunto attacco Usa arriva all’apice di mesi di tensione, dopo che Donald Trump ha accusato Maduro di essere a capo di un cartello della droga che importa sostanze illegali negli Stati Uniti. Accuse che il governo venezuelano ha sempre respinto, senza però convincere Washington.
In più occasioni, quindi, l’esercito americano ha preso d’assalto cargo venezuelani, ritenuti carichi di sostanze stupefacenti e narcos, arrivando anche a togliere la vita a coloro che vi si trovavano a bordo. Di fronte a questi attacchi, il Paese sudamericano guidato da Nicolas Maduro si è dichiarato disponibile a negoziare un accordo con gli Usa per combattere il narcotraffico.
Solo il giorno prima, però, Maduro aveva sostenuto che gli Usa avrebbero messo in scena questa situazione solamente per indurre un cambio di governo in Venezuela e ottenere così l’accesso alle sue vaste riserve petrolifere.
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