Dopo una giornata di logorante attesa, l’Egitto ha ricevuto ieri in tardasera 50 persone bisognose di cure provenienti dalla Striscia di Gaza. I malati, insieme agli 84 accompagnatori, hanno attraversato il valico di Rafah, la cui riapertura in ambo le direzioni era stata annunciata lo stesso giorno.
I palestinesi bisognosi di cure
Lo riporta l’emittente statale egiziana Al Qahera, precisando che i palestinesi sono stati portati in diversi ospedali del Sinai settentrionale, principalmente nella città di Al-Arish, dove i servizi di emergenza e le unità di terapia intensiva erano state preventivamente messe in stato di massima allerta dal governo del Cairo. Tra i bisognosi di cure sono presenti non solo feriti di guerra, ma anche malati cronici le cui condizioni di salute sono drammaticamente deteriorate a causa delle difficoltà di reperire medicinali nella Striscia.
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I pazienti vengono inizialmente radunati presso il valico di Karem Abu Salem (Kerem Shalom in ebraico) prima di essere trasferiti prima sul lato palestinese di Rafah e successivamente in Egitto.
Il governatore del Sinai settentrionale, Khaled Megawer, ha dichiarato che gli attuali accordi con Israele consentono l’ingresso in Egitto di 50 malati al giorno, con uno o due accompagnatori consentiti per paziente, e che il governatorato sta monitora costantemente le intese logistiche per la consegna degli aiuti umanitari e per le evacuazioni mediche.
Negato l’ingresso nella Striscia a 30 palestinesi
Oltre ai palestinesi che lasciano la Striscia per recarsi in Egitto, ci sono quelli che ritornano. Questa mattina, nel secondo giorno di apertura del valico, a 30 di loro è stato però negato l’accesso. Lo riporta il Ministero dell’Interno palestinese, sostenendo che 12 persone sono entrate a Gaza, e facendo eco ad un servizio del canale televisivo qatariota Al-Araby che ha diffuso la notizia secondo la quale 30 dei 42 palestinesi pronti a tornare nella Striscia sono stati rispediti sul lato egiziano.
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