Dallo scorso 1 ottobre, gli Usa di Donald Trump vivono nel cosiddetto stato di Shutdown. Si tratta della chiusura delle attività governative del Paese a seguito del fallimento di un voto al Parlamento. Un’operazione che causa ai dipendenti pubblici la sospensione dello stipendio fino a un nuovo accordo raggiunto dalla maggioranza e dalle opposizioni.
Una situazione catastrofica che oggi ha portato ad una conseguenza piuttosto inusuale. Più di 800 voli sono stati cancellati e circa 1200 sono in ritardo a causa della richiesta dell’amministrazione Trump di ridurre le partenze e gli arrivi nei vari scali Usa per alleviare la pressione sui controllori di volo che lavorano senza stipendio. Sono circa 40 gli aeroporti interessati, tra cui quelli di Atlanta, Newark, Denver, Chicago, Houston e Los Angeles.
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Il Congresso, intanto, rimane in una situazione di stallo a causa dei Repubblicani e dei Democratici che non riescono a trovare un accordo sulle priorità della spesa pubblica, inclusa l’assistenza sanitaria. Di giorno in giorno, quindi, la situazione negli aeroporti e nel Paese non potrà che peggiorare. Ormai, i cittadini americani sono più che consapevoli della catastrofica situazione di crisi, tanto che la fiducia dei consumatori è scesa lo scorso novembre a 50,3, ovvero i minimi dal giugno del 2022.
Usa, i disagi legati allo stop ai voli
Lo stop ai voli e la riduzione del personale ha provocato anche timori per la sicurezza negli aeroporti, a causa della mancanza di addetti al controllo passeggeri. “Non aspetteremo che un problema di sicurezza si manifesti davvero, quando i primi indicatori ci dicono che possiamo intervenire oggi per evitare che la situazione peggiori“, ha dichiarato l’amministratore della Faa Bryan Bedford, in relazione a questa possibilità.
Il blocco arriva poi all’alba di una stagione turistica piuttosto complessa, visto l’arrivo della festività americana del Ringraziamento. “Non mi risulta, nei miei 35 anni di esperienza nel mercato dell’aviazione, che ci siamo trovati in una situazione in cui abbiamo adottato questo tipo di misure“, ha dichiarato ancora Bedford.
Shutdown Usa, le incredibili conseguenze in Italia
Lo Shutdown ha incredibilmente provocato problemi anche nel nostro Paese. Le forze armate Usa nelle basi italiani di Vicenza, Aviano e Livorno non percepiscono lo stipendio ormai da sei settimane. I sindacati di categoria Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione del personale civile non statunitense, in quanto la situazione in corso sarebbe una violazione del Trattato bilaterale Sofa del 1951, che stabilisce come “le condizioni di impiego e di lavoro, in particolare i salari e gli accessori di salari e le condizioni per la protezione dei lavoratori, sono regolate in conformità alla legislazione in vigore nello Stato ricevente“, e quindi dalla normativa italiana.
“Si tratta di una situazione insostenibile, che non può essere scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori civili che operano nelle basi Usa in Italia e che, nonostante le difficoltà, continuano a garantire servizi e prestazioni“, hanno infatti dichiarato le segreterie nazionali di Fisascat-Cisl e Uiltucs.
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