Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca a Washington il presidente colombiano Gustavo Petro. La visita è stata subito connotata da un forte profilo di irritualità. Contrariamente alle consuete procedure adottate per le visite di alto profilo, infatti, Petro ha varcato la soglia della dimora presidenziale passando dall’ingresso di West Executive Drive, adiacente all’Eisenhower Executive Office Building, anziché dal portico nord.
Non è stato messo in atto alcun protocollo cerimoniale e non era presente la tradizionale guardia d’onore militare. L’incontro bilaterale nello Studio Ovale si sta svolgendo a porte chiuse, senza la presenza della stampa. Al termine, Petro terrà una conferenza stampa nell’ambasciata colombiana a Washington. L’agenda del presidente colombiano negli Stati Uniti include attività politiche, accademiche e commerciali, oltre ad incontri con la comunità colombiana locale.
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L’incontro al vertice tra i due capi di Stato giunge dopo un anno di attacchi verbali e tensioni, allentatesi solo nelle ultime settimane. Petro ha infatti duramente attaccato l’amministrazione Trump, paragonando l’ascesa del presidente statunitense a “quella di Hitler nel 1933”, contestato apertamente il sostegno militare ad Israele e condannato l’intervento Usa a Caracas. Critiche che hanno portato a pesanti sanzioni da parte del Dipartimento del tesoro statunitense.
Da parte sua Trump lo ha chiamato “uomo malato” e ha accusato a più riprese la Colombia di fabbricare droga per spedirla negli Stati Uniti, tanto che a settembre, l’amministrazione statunitense aveva accusato il Paese di non aver adempiuto ai suoi obblighi di lotta al narcotraffico, revocando la certificazione di partner nella lotta alla droga.
Il riavvicinamento non è spontaneo, spiega El País, ma è frutto di un duro lavoro di riconciliazione portato avanti dalla ministra degli Esteri colombiana, Rosa Yolanda Villavicencio che ha visto i due leader avere una telefonata “cordiale” ed “amichevole” lo scorso 8 gennaio.
Villavicencio, che accompagna la delegazione colombiana sostiene che “l’auspicio è quello di rilanciare la relazione diplomatica Caracas-Washington con ricadute positive per l’intera regione”.
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