Dalle 6 del mattino ora italiana, la mezzanotte a Washington,gli Usa sono entrati nuovamente in uno stato dishutdown. Dal 1981 si tratta della 15esima volta che si verifica una situazione simile ed è la seconda da quando Trump è stato eletto presidente per la prima volta. Ma di cosa si tratta e cosa comporta per la popolazione americana?
Loshutdownè in sostanza lachiusura delle attività governative del Paese a seguito del fallimento di un voto al Parlamento. I democratici e i repubblicani non sono riusciti a trovare un accordo, per cui non è stata raggiunta la maggioranza sul voto di un documento.Né il partito di Donald Trump, né le opposizioni, infatti,possiedono un numero sufficiente di seggi per avere una maggioranza certa su ogni voto. Il rischio che lo shutdown si ripresenti, quindi, è piuttosto alto.
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Shutdown negli Usa, cosa succede ora?
Le due fazioni si incolpano vicendevolmente di voler bloccare il Paese, mentrela popolazione teme che si verifichi una situazione simile a quella avvenuta tra il dicembre 2018 e il gennaio 2019. Per ben 35 giorni, le agenzie federali statunitensi sono state bloccate. Si è trattato del più lungoshutdowndella storia statunitense. Secondo l’ufficio del Congresso, tale chiusura ha provocato unaperdita pari 3 milioni di dollari per l’economia statunitense, ovvero lo 0,02% del prodotto intero lordo.
Anche oggi, diverse centinaia di migliaia di dipendenti pubblici saranno posti in disoccupazione e si prevedono gravi disagi per gli utenti dei servizi pubblici.A chiudere saranno le agenzie considerate“non vitali“, mentre rimarranno attive quelle del servizio postale, dell’esercito, della previdenza sociale e dei buoni alimentari.I lavoratori delle agenzie coinvolte, invece, non riceveranno lo stipendio finché loshutdownnon si concluderà. Secondo gli analisti, ogni settimana di chiusura potrebbe ridurre la crescita del Pil Usa di 0,2 punti percentuali.
Shutdown negli Usa, come è successo?
LoShutdowndel 2018 venne causato dall’incapacità di repubblicani e democratici di trovare un accordo su una legge riguardante l’immigrazione. Oggi, 7 anni dopo, a creare la stessa situazione è stata laproposta di legge dei democratici sull’estensione dell’Obamacare, ovvero l’estensione dei sussidi ai ceti più deboli per la sanità. Nella notte italiana, quindi, le due forze politiche hanno presentato dei tentativi di mediazione per evitare la chiusura delle agenzie federali.
La proposta dem, che prevedeva l’estensione dei sussidi dell’Obamacare, destinati a scadere alla fine dell’anno, e l’annullamento di altri tagli all’assistenza sanitaria apportati dal One Big Beautiful Bill di Donald Trump,è stata ovviamente bocciata dai repubblicani con 53 voti contro 47. La proposta del partito del presidente è stata invece bocciata 55 voti contro 45, con i soli senatori dem, John Fetterman della Pennsylvania e Catherine Cortez Masto del Nevada, che hanno deciso di rompere con il loro partito e votare a favore.Al momento non c’è una soluzione in vista per l’impasse che si è generata oggi.
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