Proteste pacifiche ma cariche di tensione sono in corso a Minneapolis e in numerose altre città degli Stati Uniti dopo l’uccisione di una manifestante durante un’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), ovvero l’agenzia federale che si occupa dei clandestini presenti sul territorio, nella città del Minnesota. La mobilitazione più consistente si registra proprio a Minneapolis, dove migliaia di persone sono scese in strada per manifestare contro le politiche migratorie e l’uso della forza da parte delle agenzie federali.
Minneapolis, le proteste
Cortei e presìdi si sono svolti anche a New York, Boston, Baltimora, Birmingham e in altre città americane, mentre il clima resta teso soprattutto nelle aree vicine al luogo in cui è avvenuta la sparatoria. A pochi isolati di distanza, i manifestanti hanno esposto cartelli e striscioni, urlando slogan e attirando il sostegno di automobilisti di passaggio.
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Alla luce delle crescenti tensioni, il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, ha autorizzato la mobilitazione della Guardia Nazionale statale. Le truppe sono state messe in stato di allerta per supportare le forze dell’ordine locali e statali nella protezione delle infrastrutture e nel mantenimento della sicurezza pubblica. Walz ha sottolineato come la risposta dei cittadini sia stata finora pacifica, ringraziando i manifestanti e affermando di avere “tutte le ragioni per credere che la pace durerà”.
L’episodio ha riacceso il dibattito politico: alcuni esponenti repubblicani, tra cui Donald Trump, avevano già criticato Walz per la gestione delle proteste seguite all’uccisione di George Floyd nel 2020, sostenendo allora che la Guardia Nazionale sarebbe dovuta intervenire prima.
Nel frattempo, le tensioni si sono estese anche alla costa Ovest. A Portland, in Oregon, due persone – un uomo e una donna – sono rimaste ferite dopo essere state colpite da colpi d’arma da fuoco sparati da agenti federali. Le autorità locali hanno confermato che i feriti sono stati ricoverati in ospedale, mentre restano poco chiare la dinamica dell’episodio e l’appartenenza degli agenti coinvolti: secondo i media americani, si tratterebbe di agenti della U.S. Customs and Border Protection. L’FBI è intervenuto sul posto per le indagini.
Identificato l’agente dell’ICE coinvolto nella sparatoria
Intanto, i media statunitensi hanno identificato l’agente dell’ICE coinvolto nella sparatoria di Minneapolis: si tratta di Jonathan E. Ross, residente in città e membro da circa dieci anni del team dell’agenzia per le operazioni di deportazione. La vittima è Renee Nicole Good, 37 anni.
La situazione resta in evoluzione, mentre le forze dell’ordine invitano alla calma, le manifestazioni continuano a dilagare negli States. Le proteste rappresentano un banco di prova delicato per la sicurezza pubblica e per il dibattito nazionale sull’immigrazione e sull’uso della forza da parte delle agenzie federali.
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