Letensioni in Medio Orientenon accennano a diminuire e mentre il mondo resta in attesa di capire se in quella martoriata area della Terra giungerà mai la pace, il sindaco di New York,Zohoran Mamdaniha rilasciato dichiarazione choc. In un’intervista alNew York Times, infatti, il primo cittadino della Grande Mela ha affermato distare valutando l’arresto del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, qualora quest’ultimo decidesse di recarsi in città per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unitein programma a settembre.
Usa, Mamdami: “Netanyahu deve essere processato all’Aia per i suoi crimini di guerra”
Mamdani ha spiegato di star mantenendo“un dialogo attivo”con l’ufficio legale di New York per valutare se abbia l’autorità di ordinare alla polizia di fermare il capo dell’esecutivo di Tel Aviv. “Credo che Netanyahu debba essereprocessato all’Aia“, ha detto il primo cittadino, riferendosi alla sede dellaCorte penale internazionale(Cpi), che ha emesso unmandato di arrestonei confronti di Netanyahu per presunticrimini di guerra nella Striscia di Gaza, nell’ambito del conflitto tra Israele e Hamas iniziato all’indomani dell’attacco del 7 ottobre 2023 allo Stato ebraico.
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“È uncriminale di guerrache è stato incriminato dalla Corte Penale Internazionale“, ha chiosato duro Mamdani, specificando che la sua “è un’opinionecondivisa da molti, semplicemente a causa di ciò che le sue azioni hanno provocato negli ultimi anni“.
Usa, gli interrogativi intorno alle dichiarazioni di Mamdani
Tuttavia, gliinterrogativisulle dichiarazioni del primo cittadino sono molti e non riguardano solo il dubbi sul suo effettivo potere di arrestare un capo di governo straniero, ma anche il fatto chegli Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Corte dell’Aiaed anzi, dalla sua istituzione nel 2002 ad oggi, hanno più volte tentato di limitarne le azioni. Tra le recenti decisioni di Washington, spicca l’ordine esecutivo emanato dal presidenteDonald Trumpil 6 febbraio 2025, che vieta l’ingresso nel Paese ad alti funzionari e dipendenti della Corte coinvolti nelle indagini sui crimini commessi in Afghanistan e in Palestina, eli sottopone a pesanti sanzioni economiche.
In ogni caso, Mamdani ha assicurato che farà tutto ciò che il diritto gli consente con il fine di far processare Netanyahu dalla Cpi, ma ha precisato chenon scriverà nessuna nuova legge in merito. Interessante notare come non sia la prima volta che il primo cittadino della Grande Mela affronta l’argomento. Già lo scorso anno, infatti, durante la campagna elettorale per la carica di sindaco, aveva dichiarato in un’intervista alTimesche avrebbe ordinato al Dipartimento di Polizia di arrestare il primo ministro di Israele. All’epoca, quest’ultimo dichiarò che avrebberispettato il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionaleper il suo ruolo nella guerra di Gaza, ch una commissione delle Nazioni Unite ha definito come“genocidio”.
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