Minneapolis, Casa Bianca ritira 700 agenti dell’Ice ma avverte ‘Non ci stiamo arrendendo’

Tom Homan comunica questo annuncio sull'Ice, mentre Trump commenta la telefonata avuta con Xi Jinping qualche ora prima: “Ottima conversazione, non vedo l’ora di incontrarlo”

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Svolta nel clima di tensione e violenza che da settimane attraversa Minneapolis. La Casa Bianca annuncia il ritiro “con effetto immediato” di 700 dei 3 mila agenti federali che l’amministrazione Trump aveva schierato in città per le operazioni anti-immigrati.

Lo ha annunciato Tom Homan, funzionario dell’immigrazione soprannominato “lo zar dei confini”, nel corso di una conferenza stampa, affermando che la decisione è stata presa sulla scia di “progressi significativi” nella cooperazione tra funzionari statali e federali, con un numero “senza precedenti” di contee che stanno collaborando con il governo federale per coordinare il trasferimento degli obiettivi di immigrazione agli agenti federali dalle carceri delle contee. La decisione giunge dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembrava aver manifestato la volontà di allentare le tensioni nell’area di Minneapolis.

L’operazione Metro Surge

Si ricorda che, nel dicembre del 2025, il dipartimento della Sicurezza Interna statunitense aveva dispiegato in Minnesota 3 mila agenti federali per l’Operazione Metro Surge, attuata dall’agenzia federale Controllo Immigrazione e Dogane degli Stati Uniti (Ice), che aveva lo scopo di arrestare gli immigrati clandestini ed espellerli. Questa aveva fatto seguito allo scandalo dei fondi statali in cui era coinvolta la comunità somala di Minneapolis. L’ondata di retate e arresti conseguente, caratterizzata da un’estrema brutalità dell’operato degli agenti federali, ha suscitato molteplici proteste e l’uccisione di due cittadini statunitensi, Alex Pretti e Renée Good.

Minneapolis, Homan ribadisce l’impegno contro gli immigrati irregolari

Nonostante l’annuncio del ritiro di un gran numero di agenti Ice da Minneapolis, Homan ha specificato che in Minnesota rimarranno comunque “circa 2mila agenti”, ricordando che “finiranno il loro lavoro”. Il riferimento è all’inchiesta sulle frodi a carico del sistema del welfare, per il quale sono stati incriminati in maggioranza cittadini di origine somala, usata da Trump per iniziare l’operazione in Minnesota.

“Lo zar dei confini” ha concluso dichiarando: “Vogliamo rendere la nostra operazione più efficiente e intelligente. Non ci stiamo arrendendo“, assicurando che non lascerà fino a quando la situazione non sarà risolta.

Trump commenta la telefonata con Xi Jinping: “Ottima conversazione”

Intanto, in un post sul social Truth, Trump ha scritto di aver concluso “un’ottima conversazione telefonica” con il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, descrivendola come “lunga e approfondita” e precisando che sono stati affrontati un gran numero di temi, incluso il suo viaggio previsto in Cina ad aprile, che ha dichiarata di attendere “con grande impazienza”.

Nel colloquio telefonico i due leader hanno parlato di Taiwan, la guerra tra Russia e Ucraina, la situazione con l’Iran e l’acquisto di petrolio e gas statunitensi da parte di Pechino. Il presidente statunitense ha aggiunto di aver discusso con Xi la possibilità che la Cina acquisti ulteriori prodotti agricoli statunitensi, in particolare soia, lanciando l’obiettivo di arrivare a 25 milioni per la prossima stagione. Trump ha sottolineato come il suo rapporto con la Cina e quello personale con Xi siano “eccellenti”, affermando che nei suoi prossimi tre anni in carica potrebbero arrivare “molti risultati positivi” grazie alla collaborazione tra i due Paesi.

Si è trattato del primo contatto tra i due leader da novembre, arrivato alla vigilia della scadenza del New START, trattato firmato nel 2010 tra Russia e Stati Uniti per limitare le armi nucleari strategiche.

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