“Blitz Usa su nave partita dalla Cina e diretta in Iran”: l’indiscrezione del Wall Street Journal

L'operazione è avvenuta settimane prima che gli Stati Uniti sequestrassero una petroliera vicino al Venezuela, che secondo la Casa Bianca trasportava petrolio per il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica

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Il Comando Indo-Pacifico degli Usa lo scorso novembre avrebbe fermato una nave partita dalla Cina e in navigazione nell’Oceano Indiano, a diverse centinaia di miglia al largo dello Sri Lanka, con l’obiettivo di comprendere che tipo di carico trasportasse. A riferire le notizia è la testata americana Wall Street Journal, che cita alcune fonti vicine all’operazione, che avrebbero confessato i dettagli di quanto accaduto.

Dopo mesi di silenzio sulla questione della militarizzazione dell’Iran, si riaccende quindi un caso di sicurezza nazionale statunitense. Gli Usa e Israele, lo scorso giugno, hanno attaccato più volte Teheran con l’obiettivo di distruggerne gli approvvigionamenti di uranio impoverito, necessari dal loro punto di vista a produrre armi atomiche. Sembra, dunque, che l’operazione nei confronti della nave partita dalla Cina si inserisca proprio in tale questione.

Secondo gli Stati Uniti, infatti, l’imbarcazione era diretta in Iran e avrebbe trasportato materiali utili ad aziende locali coinvolte nell’acquisizione di componenti per il programma missilistico di Teheran. La notizia, però, non sarebbe stata confermata da nessuno degli Stati che interessati.

Blitz Usa a nave partita da Cina: cosa sappiamo

La testata americana ha riferito dell’operazione sulla base di resoconti di ufficiali Usa, secondo cui le forze americane sarebbero salite a bordo di una nave e ne avrebbero ispezionato il carico. Gli Usa avrebbero prima monitorato la spedizione e sulla base di informazioni di intelligence, sarebbero giunti alla conclusione che quanto trasportato fosse destinato al regime iraniano.

Sembrerebbe che a bordo della nave partita dalla Cina fossero presenti componenti potenzialmente utili per la realizzazione di armi convenzionali, come riferito da un ufficiale. Si sarebbe trattato di componenti dal duplice utilizzo, sia civile che militare. I prodotti sono stati sequestrati e poi distrutti. Alla nave è stato poi permesso di riprendere la navigazione.

Non vi sarebbero però dettagli sull’armatore e sul nome della nave. Il Commando Indo Pacifico non ha rilasciato informazioni e il Wall Street Journal non avrebbe ottenuto risposte da parte dei ministeri degli Esteri di Cina e Iran, prontamente contattati.

L’operazione è avvenuta settimane prima che gli Stati Uniti sequestrassero una petroliera vicino al Venezuela, che secondo la Casa Bianca trasportava petrolio per il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica. L’operazione sarebbe quindi la prima interdizione di questo tipo condotta dagli Usa negli ultimi anni.

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