A distanza di pochi giorni dall’attacco congiunto in Siria da parte di Londra e Francia contro l’Isis, nella giornata di ieri, le forze del Comando Centrale degli Usa insieme a quelle alleate, hanno effettuato una nuova ampia serie di attacchi su “larga scala”. L’offensiva sarebbe avvenuta intorno alle 12:30 ora americana.
Il Centcom ha comunicato la notizia attraverso i propri account social, precisando che i raid rientrerebbero nell’operazione Hawkeye Strike, avviata il 19 dicembre 2025 su ordine di Donald Trump.
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Usa, attacco su “larga scala” verso obiettivi Isis: la situazione di tensione in Siria
Non è stato ancora reso noto dagli USA il numero delle vittime degli attacchi effettuati in Siria. Il Centcom ha chiarito che questa operazione, la seconda del genere dal 19 dicembre, è stata intrapresa come risposta diretta a un attacco compiuto da un militante dell’Isis all’inizio del mese, durante il quale sono rimasti uccisi due soldati statunitensi e un interprete.
La rete televisiva saudita Al-Arabiya ha riportato, citando fonti, che oltre 20 aerei hanno preso parte agli attacchi contro le ex postazioni dell’Isis in Siria. È stato inoltre dichiarato che all’operazione hanno partecipato anche aerei F-16 giordani. Stando a quanto riferito da Al Arabiya, i caccia statunitensi hanno effettuato attacchi in Siria colpendo 35 obiettivi appartenenti all’Isis.
Nel frattempo le Forze Democratiche Siriane, a guida curda, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per un cessate il fuoco, che prevede il ritiro dei loro combattenti dai due quartieri di Aleppo sotto il loro controllo dopo recenti scontri in città, come riportato dall’agenzia Afp. La situazione in città era caratterizzata da una tensione elevata a seguito degli scontri prolungati per diversi giorni tra forze filo-governative e curde.
Nel comunicato diffuso, le SDF hanno spiegato di aver trovato un’intesa che ha consentito di stabilire la tregua e di organizzare l’evacuazione di morti, feriti, civili intrappolati e combattenti dai quartieri di Ashrafiyeh e Sheikh Maqsud verso le regioni settentrionali e orientali della Siria. Anche l’agenzia di stampa siriana ufficiale SANA ha confermato l’operazione, aggiungendo che gli autobus con a bordo l’ultimo gruppo di membri dell’organizzazione SDF hanno lasciato il quartiere di Sheikh Maqsud ad Aleppo, dirigendosi verso la Siria nord-orientale.
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