Aria nuova inUngheriaanche per i diritti civili. La polizia ungherese ha ufficialmente affermato chenon vieterà la parata del Pride in programma per il 27 giugno a Budapest. La manifestazione era stata per anni al centro di forti tensioni con il governo del precedente premierViktor Orbán, tanto che lo scorso anno l’evento era stato vietato dall’ex primo ministro nazionalista.
Ora che l’esecutivo è presieduto da Péter Magyar, le forze dell’ordine hanno fatto sapere all’Afp tramite una e-mail che “durante la procedura di notifica per la parata del Pride 2026 e la successiva consultazione di persona con gli organizzatori,non sono emersi motivi per vietare l’assemblea“.
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Il precedente primo ministro e leader del partito di estrema destraFideszaveva introdotto una legge che, di fatto,metteva al bando il Pride. La norma in questione vietava severamente la “rappresentazione e promozione”dell’omosessualitàai minori di 18 anni, rendendo un reato l’organizzazione o la partecipazione a eventi pubblici giudicati in contrasto con le regole nazionali sulla protezione dell’infanzia.
Il Pride del 2025 con Schlein e Calenda
Nonostante il divieto imposto da Orbán, nel 2025 la manifestazione aveva comunquesfidato il bandoe si erasvolta regolarmente. Il Pride dell’anno scorso ha registrato un seguito mai visto prima e le immagini da Budapest hanno fatto il giro del mondo. Alla sfilata ha preso parte una folla enorme, stimata “tra 180mila e 200mila persone“, come dichiarato dalla presidente dell’eventoViktoria Radvany,che ha definito il dato difficile da quantificare con esattezza perché “non c’è mai stata così tanta gente al Budapest Pride“.
I partecipanti, scortati da migliaia di agenti di polizia, avevanosfilato pacificamentemanifestando il proprio dissenso contro l’ex primo ministro ungherese. Il corteo, guidato dal sindaco della cittàGergely Karácsony,aveva accolto anche diversi esponenti politici stranieri arrivati a Budapest per dare il proprio supporto a una questione diventata ormai “un affare europeo“. Tra i presenti si erano distinti anche i leader politici italianiElly Schlein e Carlo Calenda.
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